"Chi" intervista Elsa Monti: il gossip ad uso politico non è morto

Certo, vedere Mario Monti sulla copertina di Time con il titolo "Può quest'uomo salvare l'Europa?", mentre qualche mese prima ci dovevamo accontentare del sorriso plastificato di B. (e del titolo "L'uomo dietro l'economia più pericolosa del mondo"), è stato un piccolo sollievo. Pensavamo che, anche da un punto di vista comunicativo, le cose fossero cambiate: ad esempio, Monti che rimane impassibile davanti alle lacrime di Elsa Fornero - lacrime, per inciso, che le si sono ritorte contro dopo i colloqui sulla riforma del mercato del lavoro, vedi l'attacco di Luca Telese.

Oppure, il cenone a Palazzo Chigi con cotechino e lenticchie (con annessa solita figuraccia leghista). Abbiamo cantato vittoria troppo presto. Il gossip ad uso politico non è morto, anzi è vivo e lotta contro di noi. L'intervista di Elsa Monti a "Chi", diretto da Alfonso Signorini (l'uomo dell'intervista di Ruby a Kalispera, o dell'intervista di Noemi con il finto fidanzato) ci dice che tutto è cambiato affinché nulla cambiasse, tra politica e mezzi di comunicazione.

Ricordate i mille servizi riservati a Berlusconi su "Chi"? Ecco, ricordateveli: su "Chi"in edicola troviamo un'intervista alla moglie di Mario Monti: la moglie che sceglie(va?) le cravatte al marito, che ha chiesto al fidanzato di sposarla, che ritiene il consorte Mario "geloso della sua indipendenza intellettuale" (soprattutto su Rai e Giustizia, verrebbe da aggiungere). Una moglie moderna e sobria (maledetto aggettivo dell'era montiana, quasi quasi rimpiango le feste come se non ci fosse un domani dell'era berlusconiana), una moglie che non si sente "una first lady, perché la first lady in Italia è la moglie del presidente della Repubblica, certo non la moglie del capo del governo."

Ecco, una moglie elegante (foto in copertina: tailleur e doppio giro di perle), sobria, sorridente, simpatica, alla mano. Rivela "simpatici" aneddoti di vita familiare ("Mio marito si è appassionato ai figli più tardi. Li ama tantissimo, intendiamoci. Ma, finché non c'è stato tra loro lo scambio verbale, intellettuale, non è stato un padre così presente. Poi, a mano a mano che crescevano, è tutto cambiato"), e soprattutto consente a Berlusconi di emergere, ancora una volta, come il leader indiscusso di questa inutile Seconda Repubblica: "il presidente Berlusconi ha gentilmente fatto omaggio a mio marito di numerose cravatte di Marinella. Lo vede? Tra Berlusconi e Monti, almeno nelle cravatte, la continuità di governo c’è!''.

Crisi economica? Riforma del mercato del lavoro? Riforma della legge elettorale? Mafie sempre più aggressive e più ricche? Orrore! La vera priorità è dare a Monti un'immagine patinata e "moderna". Monti non ha disdegnato le apparizioni da Vespa, non ha impedito alla moglie di essere intervistata da "Chi", non ha puntato i piedi per riconsegnare la Rai ai cittadini, togliendola dalla morsa dei partiti. La comunicazione berlusconiana non è morta, è viva e sta benissimo. Ed è pronta a fare altri danni.

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