Cgil Cisl Uil: "Lotta dura!". Il 13 aprile Italia bloccata. Monti trema. Bersani ... pure

Il premier Monti mette in piazza i numeri (alti) del consenso ma i sindacati passano dalle parole ai fatti portando in piazza i lavoratori e i pensionati. Cgil Cisl Uil, quindi, di nuovo uniti in una grande manifestazione il 13 aprile a Roma contro “l’intervento disastroso sulle pensioni”, per la “platea degli esodati” e sul “tema delle ricongiunzioni onerose”.

Susanna Camusso dissotterra l’ascia di guerra e stavolta si trova accanto (ob torto collo?) anche Cisl e Uil. La Cgil così esce dall’angolo, rompendo l’isolamento degli ultimi mesi e mettendo sulla bilancia il Paese reale della protesta reale. Un duro alt per il governo Monti ma anche un monito per i partiti che lo sostengono, specie per il Pd, avvitato nella stretta inciucista imposta dalla tenaglia di Pdl e Udc.

“Le tensioni sociali sono già evidenti”, dice la leader della Cgil, Susanna Camusso. “Il Paese è attraversato da scioperi e mobilitazioni”: dimostrano, aggiunge, quanto “non sia disponibile ad avere una riforma che permette licenziamenti facili, discriminatori, delle persone più deboli”.

Monti non ha dubbi sulla riforma del lavoro: “Passerà, il governo ha il consenso in Parlamento”. E sull’articolo 18 il premier rilancia (benzina sul fuoco?): "Le aziende hanno paura di assumere perché è difficile licenziare".

Il Parlamento è sovrano, ma come affidare ancora le sorti degli italiani a questi “onorevoli” nominati e per lo più screditati? Con la lotta del 13 aprile il sindacato torna a guidare il movimento frastagliato della protesta, si pone alla guida dei lavoratori, “politicizza” lo scontro con il governo e dà uno scossone ai partiti chiusi nei loro fortilizi. (Anche) Bersani è avvisato: fare il pesce in barile il 13 aprile significa poi pagare il conto alle urne il 6-7 maggio.

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