Bolivia: Più di un milione di persone per il discorso di Morales al Forum antiimperialista


Vi abbiamo già presentato la Cumbre Antiiperialista , che in questi giorni ha avuto luogo a Cochabamba. La notizia del giorno è lo straordinario successo ottenuto dal presidente della Bolivia, Evo Morales, in occasione della chiusura del Forum.

Davanti a più di un milione di persone, l'ex sindacalista cocalero e indigeno aymara, ha richiamato le nazioni a rifondarsi e a non piegarsi agli interessi di "governi impostori". "Dobbiamo rifondare le Nazioni mediante un'assemblea costituente - ha detto Morales- per chiudere definitivamente con gli Stati colonizzatori".

Potrebbe sembrare un discorso velleitario solo a chi non conoscesse la determinazione e la biografia del personaggio. Se il bersaglio polemico di Morales sono gli Stati Uniti, l'obiettivo è quello di coinvolgere gli Stati latinoamericani in maniera sempre più decisa in un percorso di autonomia rispetto al governo di Washington. Per il Presidente, dunque, non c'è solo un problema nazionale. Non è in ballo solamente l'intromissione delle multinazionali "yankee" in Bolivia, non si pungola semplicemente la Casa Bianca perché non concede l'estradizione dell'ex Presidente Gonzalo Sánchez de Lozada (costretto a fuggire dopo aver messo in ginocchio un Paese); c'è in campo un progetto molto più ampio, che Morales sta perseguendo dall'inizio del suo primo mandato.

Il Presidente, protagonista di straordinarie battaglie vinte da sindacalista, è un personaggio molto amato dai movimenti sociali e ambientalisti latinoamericani. Ha contribuito ad emanare una costituzione dove vengono riconosciuti i diritti della Madre Terra e ha inventato nuovi meccanismi decisionali che portano alla partecipazione attiva popolazioni indigene, indigenti e contadini. Ha avviato un vasto piano di nazionalizzazioni e ha aumentato le spese sociali.

La sua figura è sempre più carismatica. Insieme ai Presidenti del nuovo corso socialista (ricordiamo Correa in Ecuador e Mujica in Uruguay), è diventato un punto di riferimento per gli oppressi di un intero continente. Non è un caso che alcuni deputati dell'opposizione in Messico, Stato ancora sotto il giogo statunitense, abbiano invitato Morales a partecipare all'elaborazione di una legge per la difesa delle risorse naturali nel loro Paese.

Non c'è nemmeno da stupirsi se tutti gli organismi sovranazionali latinoamericani, dal Mercosur all'Unasur, si sono schierati al suo fianco dopo il divieto di transito in Portogallo, Spagna, Italia e Francia (ricordiamo che il divieto è stato messo in atto perché ingiustamente sospettato di nascondere sull'aereo presidenziale l'ex agente della Cia, Edward Snowden). E non si deve nemmeno sottovalutare, che su tale questione, Paesi non proprio amici della Bolivia, come Cile e Perù, abbiano espresso immediata solidarietà a Morales.
La sua storia di indio poverissimo, le numerose battaglie vinte, i risultati ottenuti, hanno un alto valore simbolico, quello della riscossa di un popolo oppresso; quindi meglio non inimicarselo.

Dobbiamo chiudere con l'anarchia del mercato e del capitale, con un mondo governato da banchieri e imprenditori rapaci, dove si verificano crisi finanziarie. Dobbiamo governare istituzioni elette democraticamente

Ha detto Morales arringando la folla.
Nel suo discorso, accolto con grande entusiasmo, è stato riservato molto spazio alla gestione equa delle risorse naturali e ai risultati ottenuti finora dal suo governo. Morales ha ricordato che, in materia di bonifica e titolazioni di terre, i risultati sono stati finora incoraggianti. Si sono raggiunti, dal 2006 al 2013, 57 milioni di ettari. Ha sottolineato, inoltre, l'avanzamento nella società delle donne e dei poveri e l'aumento delle condizioni di benessere collettivo.

Nei tre giorni della Cumbre, i rappresentanti di 90 organizzazioni sociali ed indigene, hanno discusso di sovranità politica, economica e territoriale, di temi ambientali e di strategie di politica continentale. Al forum erano presenti anche organizzazioni europee.

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