Informazione in crisi: chiude il Riformista. Colpo alla democrazia?

Era nell’aria, ma adesso è ufficiale: il quotidiano il Riformista da domani cessa le pubblicazioni e, a meno di un miracolo, non sarà più in edicola. L’assemblea dei soci della cooperativa che edita ‘il Riformista‘ ha approvato oggi a maggioranza lo stato di liquidazione della società e della testata, con il voto favorevole di Gianni Cervetti e del direttore Emanuele Macaluso.

Contro hanno invece votato i giornalisti presenti nella cooperativa. Il voto di oggi, di fatto, mette la parola fine al quotidiano arancione fondato dieci anni fa da Antonio Polito e Claudio Velardi. Domani, quasi sicuramente, andrà in edicola l’ultimo numero della testata.

Si riaccenderanno vecchie e nuove polemiche sui giornali e sul loro finanziamento, sui soldi pubblici, sulla pubblicità, sulle concentrazioni editoriali, sul rapporto media-politica-affari e sui nodi che più volte anche qui su polisblog abbiamo affrontato.

Anche nei funerali c’è chi gode. Non è una bella notizia. Anzi, un tocco di campana a morte per l’informazione e per la democrazia. Sarà esagerato pubblicare quanto scrisse Bertolt Brecht nel 1932?

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

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