Casini rinuncia ai privilegi: si sacrifica per noi?

Casini rinuncia ai benefit

La domanda sorge spontanea: atto di generosità o mossa pubblicitaria? A poche ore dalle polemiche sul taglio "ad personam" dei benefit per gli ex presidenti della Camera, Pierferdinando Casini in una lettera aperta a Fini annuncia di voler rinunciare a tutti i privilegi

Ho preso atto delle decisioni assunte ieri, a maggioranza, dall’Ufficio di Presidenza in relazione allo status degli ex Presidenti.
Ringrazio Lei ed i colleghi ma Le comunico che non intendo avvalermi della delibera e rinuncio, con effetto immediato, ad ogni attribuzione e benefit connessi a questo status.

La decisione di ieri aveva suscitato molte perplessità: i benefici dovevano cessare a partire dai 10 anni dalla fine del mandato (quindi per Casini il 2016) ma comunque continuavano a essere validi fino ai dieci anni dallo scadere dell'attuale legislatura a patto che gli ex presidenti "continuino a esercitare il mandato nella presente legislatura o abbiano esercitato l'ultimo mandato parlamentare nella precedente". Un bell'escamotage per rinviare tutto al 2023 a vantaggio di Casini, ma anche di Luciano Violante e Fausto Bertinotti, che non sono più parlamentari.

In pratica la annunciata "scure" sui privilegi andava a colpire solo Pietro Ingrao (che oggi compie 97 anni) e Irene Pivetti, che in un'intervista a Libero ha parlato di "clima forcaiolo". Ma, tornando a Casini, si può parlare di sacrificio per chi è deputato dal 1983 (con relativa pensione maturata) e come se non bastasse è imparentato con una delle più note famiglie di costruttori italiani, i Caltagirone?

I tanto sbandierati tagli ai privilegi della casta di cui tanto si parla in questi mesi, stanno riguardando solo elementi marginali, come appunto i benefit per gli ex presidenti della Camera. Si tratta infatti di un ufficio personale con quattro addetti ciascuno, un'auto privata e un plafond per i biglietti aerei. Certamente si tratta di concessioni ingiustificate, tantopiù per chi ormai è fuori dalla vita politica, ma se i tagli sono solo questi il risparmio sarà irrisorio.

I veri sprechi sono altrove: tanto per rimanere alla Camera, Montecitorio ha speso nel 2012 più di 7 milioni di euro per la stampa degli atti parlamentari, un altro milione e 200.000 per altri servizi di stampa, più altri 600.000 solo di francobolli. Tutti sprechi per cui ancora non sono previsti tagli. E c'è il rischio, paventato dalla Pivetti, che alla fine a fare le spese dei tagli ai benefit saranno gli impiegati degli uffici degli ex presidenti, mica Casini.

Foto | © TM News

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