Caso Shalabayeva, il M5s vola in missione in Kazakistan

Missione internazionale per una delegazione del Movimento 5 stelle in Kazakistan: il video dell'incontro (a singhiozzo) con la Shalabayeva e il tentativo di svelare i misteri dell'affaire kazako

Con una mossa sul filo delle polemiche una delegazione del M5s è in queste ore in Kazakistan per incontrare Alma Shalabayeva, la donna espulsa dall'Italia, provvedimento poi revocato, e per far luce sull'affaire kazako per il quale il governo ha ammesso di aver fatto una "figuraccia".

Partiti alla volta di Almaty sul filo della polemica, i membri pentastellati della Commissione Esteri alla Camera lamentano una sorta di ostruzionismo da parte della presidenza della Commissione, presieduta dall'on. Cicchitto (Pdl), gli obiettivi dei deputati a cinque stelle sono: incontrare Alma Shalabayeva, cosa già avvenuta questa mattina con uno streaming parecchio sofferto su La Cosa (molti utenti lamentano una connessine scadente, un audio pessimo e ripetuti down dello stesso video), ma anche le autorità kazake e l'ambasciatore italiano ad Almaty, per cercare di venire a capo dei tanti punti d'ombra sulla vicenda dell'espulsione, revocata, della moglie di Mukhtar Ablyazov e della figlia:

"Avevamo chiesto di procedere urgentemente alla costituzione delle delegazioni parlamentari presso le assemblee internazionali e che la delegazione parlamentare presso l'OSCE (ancora non costituita per i soliti litigi tra PD e PDL) potesse lavorare in quella sede affinché il Kazakhstan rispetti i diritti umani e accetti di restituire all'Italia Alma Shalabayeva e Alua."

I parlamentari M5s, grazie anche ai contatti con la Fondazione Open Dialog, avranno anche occasione di incontrare alcuni membri della società civile kazaka, di modo da poter avere un quadro più chiaro sulla questione dei dissidenti, dei diritti umani e della vita politica in Kazakistan.

Il live de La Cosa dal Kazakistan non è certamente di buon livello, ma va dato atto ai parlamentari del M5s di star cercando, seppur in modo leggermente intempestivo e, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, un po' riduttivo, di eviscerare da dentro la vicenda che ha portato all'espulsione di Alma Shalabayeva. Un nuovo elemento di interesse generale sulla vicenda è, ad esempio, quando emerso in conferenza stampa: la donna ha denunciato che al termine del blitz nella villa di Casalpalocco le sarebbe stato impedito di contattare la sorella, perché privata del suo cellulare.

La donna ha accusato le autorità italiane di averglielo sequestrato e buttato.

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