Crisi aziendali, fallimenti a valanga

La crisi c’è e si fa sentire con record di fallimenti aziendali e record di disoccupati. Mai tanti fallimenti per le aziende come nel 2011: ben 11.615 imprese hanno dato forfait, chiudendo.

Lo dice la Cgia di Mestre: "questo dramma non è stato vissuto solo dai datori di lavoro, ma anche dai dipendenti: secondo una prima stima, in almeno 50.000 hanno perso il posto di lavoro". A subire di più sono le imprese di piccole dimensioni che, come ricorda la Cgia di Mestre, restano sempre il motore occupazionale ed economico del Paese.

"La stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna - aggiunge il segretario della organizzazione veneta Giuseppe Bortolussi - sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli a portare i libri in Tribunale.

Altra doccia gelata arriva dall’agricoltura. L'anno scorso oltre 50 mila aziende agricole hanno dovuto chiudere per la crisi economica. Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati Movimpresa relativi al 2011, secondo cui nel settore agricolo ci sono 829mila imprese iscritte al registro delle Camere di commercio.

"A preoccupare per il 2012 - sottolinea la Coldiretti - oltre che gli effetti del maltempo e della crisi dei mercati, anche l'applicazione della nuova Imu. Se non sarà adeguata alle specificità del settore, sulla base delle conclusioni del tavolo fiscale, rischia di avere un impatto insostenibile su terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai fienili fino alle cascine e ai capannoni necessari per proteggere trattori e attrezzi, andando a tassare quelli che sono, di fatto, mezzi di produzione per le imprese agricole".

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