Monti, è l'ora della svolta: basta politica dei "due tempi"!

Fa bene il premier Monti a ricordare che senza una politica di rigore l’Italia sarebbe oggi nelle stesse condizioni della Grecia. Il capo del governo farebbe però altrettanto bene a dire perché la fase due, quella delle vere riforme per la ripresa, stenta a procedere.

Indubbiamente è più facile fare stringere la cinta a chi da sempre fa sacrifici che far pagare le tasse agli evasori, specie quelli grandi, e mettere a tacere le lobby economiche-finanziarie, dei media e delle professioni, la casta politica. Il Paese, pur apprezzando l’impostazione iniziale del governo dei prof. vive tutt’ora in un clima di insoddisfazione e delusione per l’assenza della politica ma anche per l’ingiustizia permanente su chi paga davvero i costi della crisi.

Come recita l’antico adagio: “i pugni non fanno male allo stesso modo”, insignificanti per un boxeur, letali per un infante.

Le ripetute grandinate (Dio ci salvi da una nuova manovra…) non toccano rendite e grandi patrimoni ma mettono ko lavoratori, pensionati, giovani, famiglie, piccoli imprenditori. Senza invertire l'agenda politica, il Paese sarà presto in preda a tensioni sociali incontrollate.

Questo è il punto: ci vuole una svolta “politica”, abbandonando la politica dei due tempi (prima il rigore, poi gli stimoli alla domanda). Bisogna mettere davvero davanti a tutto, come priorità “politica”, la crescita, gli investimenti, il controllo dei prezzi, la lotta all’evasione fiscale.

E’ ora che Monti suoni una musica diversa. E’ ora che i partiti escano in campo aperto, pensando al Paese e non solo più a se stessi. Prima che sia troppo tardi.

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