La guerra di Chiaiano: lo Stato contro i cittadini

Mercoledì 25 giugno 139 automobili guidate da esponenti dei comitati di Chiaiano e Marano contro la discarica hanno bloccato per alcune ore la tangenziale di Napoli, tra le uscite di Pozzuoli e Capodichino, procedendo a passo d'uomo: nelle intenzioni degli organizzatori il numero delle auto corrisponde agli autocompattatori che, “ costruita la discarica, passeranno ogni giorno per Chiaiano e Marano”.

Ieri sera il consiglio della VIII Municipalità del Comune di Napoli, che comprende anche il quartiere che dovrebbe ospitare la discarica cittadina, ha approvato all'unanimità un documento in cui vengono espressi dubbi sulla sua collocazione nelle cave di tufo esaurite e che sarà portato all'attenzione del sindaco Iervolino e del sottosegretario Bertolaso, dove si precisa che non sono stati fugati i dubbi tecnici e ambientali e si esprime la disponibilità della Municipalità a contribuire alla creazione di un efficace sistema di raccolta differenziata nel quartiere.

Alla lotta dei comitati di Chiaiano contro la discarica, sfociata nel blocco della tangenziale, si accompagna quella dei cittadini di Agnano, quartiere a ovest della città, contro la decisione del sindaco Iervolino di ospitare il termovalorizzatore nei vecchi capannoni dismessi della Nato.

Sempre ieri Silvio Berlusconi, a margine del suo intervento all´Assemblea di Confesercenti, ha annunciato il pugno di ferro contro le manifestazioni. "Non si può consentire a nessuna minoranza di occupare ferrovie e autostrade. Non torneremo verso l´anarchia. Lo Stato difenderà la legalità' usando la forza con l´esercito".

Di poche ore fa invece le dichiarazioni di Ennio Forte, economista e membro del pool di esperti nominato da Comuni e comitati civici che ha partecipato al «tavolo paritetico» con i tecnici del commissariato ai rifiuti. «Stimando le spese di allestimento della discarica, quelle di gestione e i costi indotti sul territorio, una tonnellata depositata a Chiaiano costerà quasi il doppio rispetto ai 300 euro che spendiamo per portarli in Germania», sostiene l’economista. Non solo. Secondo Forte, l’alta permeabilità del tufo sulle pareti mette a rischio la grande falda acquifera a 170 metri di profondità.

La guerra di Chiaiano, dunque. Lo stato contro i cittadini o i cittadini contro lo stato?
Quando un governo minaccia con la forza i suoi cittadini (a Chiaiano come a Vicenza, in Val di Susa come a Matterello) è un segno di ciò che in Italia ormai è un processo irreversibile: la crisi della democrazia.

Via/Rainews24 e La Stampa.

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