Ore 12 - A volte ritornano: De Mita "anima" il nuovo centro

altroSarà per gli “strappi” di Berlusconi, sarà per la crisi del Pd di Veltroni, ma appena si è rimesso in moto il cantiere per ricostruire il “grande centro” molti esponenti del Centrodestra e del Centrosinistra si sono dimostrati “interessati” al progetto.

Anzi, dal centro alla periferia, numerosissime sono state le telefonate e le mail giunte a Pezzotta, a Tabacci, a Casini, a D’Onofrio, Cesa, Buttiglione, Adornato fino (udite! Udite!) al rientrante sempiterno Ciriaco De Mita.

Per gli auguri, ma principalmente per sondare il terreno, capire il “senso” e la collocazione del nuovo partito che nascerà, verificare se ci sono spazi per esaudire ambizioni personali.

Perché si dà per certo che il nuovo partito nascerà. In autunno. Non una Udc più larga in mano a Casini. Ma un partito che riazzera la riedizione delle varie mini-Dc e cerca di riproporre, in modo nuovo, ideali e identità che segnarono il grande successo della Balena bianca.

Lo spazio c’è. Serve una risposta alla crisi della politica, alla crisi del bipartitismo, alla degenerazione dei due partiti “personali”, Pdl e Pd, giganti dai piedi d’argilla. Il Pdl vive per la personalità accentrante di Berlusconi. Il Pd vive nella “vacuità immaginifica di Veltroni”.

Sempre arguto e spumeggiante, dice l'ottantenne De Mita: “I tram del bipartitismo italiano sono scassati. Non chiedeteci se saliremo su uno di quei tram. Non lo faremo. Siamo ambiziosi, vogliamo suscitare la riscoperta di una politica vera, senza suggestioni e furberie. Presto la Lega presenterà il conto vero al Cavaliere e il governo non reggerà agli strappi. Sull’altro fronte, Veltroni ha scassato la coalizione di centrosinistra mettendo insieme un’ammucchiata indistinta, con dipietristi e radicali, e raccoglie il massimo del voto possibile sul disastro dei partiti. Non sono correnti, quelle in formazione nel Pd, ma solo gruppi personali di potere. E’ questo quadro che conferma la necessità di recuperare il pluralismo politico come il presupposto di coalizioni competitive. Non saremo stampelle di nessuno dei due partiti in campo”.

Chissà che ne pensano gli italiani? Se son rose …

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