No Tav: nel decreto sul femminicidio norme contro gli attivisti

L'articolo 10 del dl parla di pene più severe per l'accesso abusivo ai cantieri. Non è l'unica sorpresa del decreto sicurezza, che contiene anche un articolo su nuove funzioni dell'esercito per il controllo del territorio.

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L'articolo 10 del dl parla di pene più severe per l'accesso abusivo ai cantieri.

Non si capisce bene che c'entri con il decreto sul femminicidio appena varato dal Consiglio dei Ministri, ma è un fatto che parte di quel decreto sia anche dedicato alla Tav. O meglio, sia dedicato ai No Tav e a nuove misure per impedire loro le azioni di protesta.

L'articolo 10, su 12 totali, del decreto si intitola infatti così: «Norme in materia di concorso delle Forze armate nel controllo del territorio e per la realizzazione del corridoio Torino-Lione, nonché in materia di istituti di pena militari». Riferimento esplicito alla questione che agita da anni la Val di Susa, quindi.

Di che si tratta? In attesa di informazioni più approfondite, si capisce che l’accesso abusivo ai cantieri Tav Torino- Lione sarà esteso anche ad un altro tratto dell’opera e verrà punito più severamente. Lo conferma lo stesso ministro Alfano: "Saranno puniti con la sanzione più rigorosa per le intrusioni in luoghi di interesse strategico".

Pugno di ferro in vista per i No Tav, quindi: "Se lo Stato ha deciso che alcune opere pubbliche devono essere fatte, non si torna indietro. E chi aiuta lo Stato a realizzarle deve essere difeso. Per chi viola questi cantieri, che sono strategici, c’è il massimo della pena. E questi cantieri sono Chiomonte e Susa".

Sulla questione rimangono, però, due interrogativi. Come mai non c'è traccia di questo articolo 10 sul comunicato governativo riguardo il decreto legge? Che vengano cambiati i compiti dell'esercito nel "controllo del territorio" può avere a che fare anche con i No Tav?

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