Decreto sicurezza: esercito più flessibile. L'art. 7 comma 3 allarga le maglie dell'utilizzo delle forze armate

Anche l'Esercito nel Decreto sicurezza. Con più flessibilità nel controllo del territorio. Molto più che un decreto contro il femminicidio.

Decreto sicurezza: ecco l'esercito

Come annunciavamo, il decreto sicurezza, contiene una norma dedicata anche all'esercito. E' una modifica di una legge precedente. Per la precisione, viene modificato il

DECRETO LEGGE 1 Luglio 2009, n.78, convertito in legge con modificazioni dalla L. 3 agosto 2009, n. 102, recita, all'art. 24, comma 74.

Ecco cosa recitava il comma:


    74. Al fine di assicurare la prosecuzione del concorso delle Forze armate nel controllo del territorio, a decorrere dal 4 agosto 2009 il piano di impiego di cui all'articolo 7-bis, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, puo' essere prorogato per due ulteriori semestri per un contingente di militari incrementato con ulteriori 1.250 unita', interamente destinate a servizi di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia. Il personale e' posto a disposizione dei prefetti delle province per l'impiego nei comuni ove si rende maggiormente necessario. Ai fini dell'impiego del personale delle Forze armate nei servizi di cui al presente comma, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7-bis commi 1, 2 e 3 del decreto-legge n. 92 del 2008. A tal fine e' autorizzata la spesa di 27,7 milioni di euro per l'anno 2009 e di 39,5 milioni di euro per l'anno 2010.

Il decreto legge cambia un "interamente" in un "anche", che cambia decisamente la sostanza.

La modifica si trova nell'Art. 7 (Disposizioni in materia di arresto in flagranza in occasione di manifestazioni sportive e per il contrasto alle rapine, nonché in materia di concorso delle forze armate nel controllo del territorio), al comma 3


    3. All’articolo 24, comma 74, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, la parola “interamente” è sostituita dalla seguente: “anche”.

Come annunciavamo, dunque, l'esercito potrà essere utilizzato anche per funzioni di mantenimento dell'ordine pubblico, indipendentemente dal pattugliamento e dalla perlustrazione e indipendentemente dal coordinamento con le altre forze di polizia.

Decreto sicurezza: si parla anche dell'esercito

Ci sono parecchie cose interessanti, in questo decreto sicurezza, che emergono, via via, leggendo quel po' che si trova sul sito del Governo, in attesa di aver la possibilità di esaminare nella sua interezza il testo. Le parti più interessanti, ovviamente, sfuggono al mainstream, ai titoloni e anche ai tweet ammiccanti a proposito di temi di sicuro impatto.

Come mai, per esempio, Enrico Letta non twitta sulle nuove modalità di impiego dell'esercito nelle città?

Sì. C'è anche questo, nel decreto sicurezza. Si legge chiaramente sul già citato sito ufficiale che il decreto contiene anche

«Nuove norme anche per quanto riguarda una maggiore flessibilità dell’impiego del contingente di 1.250 appartenenti alle Forze armate nel controllo del territorio stabilendo che questo possa essere impiegato anche per compiti diversi dai servizi di perlustrazione e pattugliamento».

Ora. Il DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008, n. 92 (poi convertito dalla L. 24 luglio 2008, n. 125) stabiliva la possibilità di fare

«ricorso alle Forze armate per lo svolgimento di compiti di sorveglianza e vigilanza del territorio.

In particolare, è stato previsto che, in relazione a specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, al fine di assicurare un maggior controllo del territorio in talune zone del Paese, è consentito impiegare personale militare delle forze armate utilizzando preferibilmente i Carabinieri impegnati in compiti militari o, comunque, volontari specificamente addestrati per i compiti da svolgere».

Manco a dirlo, il decreto fu fortemente criticato a sinistra.

Oggi il Pd, insieme al Pdl, propone e propina qualcosa di molto più serio e grave.

La flessibilità sull'uso dell'esercito, per compiti che non siano solo quelli di perlustrazione e pattugliamento può significare forse – non si trovano altre possibilità – che l'esercito verrà impiegato anche per il mantenimento dell'ordine pubblico.

Magari anche in situazioni delicate, come la Tav (Maroni, a suo tempo, lo aveva chiesto più volte), e la norma anti-No Tav contenuta nel medesimo decreto (l'art. 10) lascia pensare che l'idea non sia così peregrina. Non sarebbe una novità: è già stato fatto a Napoli, per gestire l'emergenza rifiuti. Sempre con decreto legge. Al governo c'era Silvio Berlusconi. Come adesso.

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