Decreto Sicurezza in Gazzetta Ufficiale. Non si parla di Chiomonte. Ma c'è l'art.7 comma 4

Aggiornamenti sulle norme anti-No Tav.

a:2:{s:5:"pages";a:2:{i:1;s:0:"";i:2;s:50:"Decreto Sicurezza: dove sono le norme anti-No Tav?";}s:7:"content";a:2:{i:1;s:2670:"No Tav

Il decreto sicurezza è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Dopo le norme anti-femminicidio, c'è il Capo II, quello in cui si trova la modifica delle possibilità di utilizzo delle Forze armate sul territorio. Si intitola:


    Capo II

    Norme in materia di sicurezza per lo sviluppo, di tutela dell'ordine
    e della sicurezza pubblica e per la prevenzione e il contrasto di
    fenomeni di particolare allarme sociale


E' qui che bisogna cercare per trovare le eventuali norme No Tav.

Eppure, non v'è traccia di quell'articolo che citerebbe esplicitamente il cantiere di Chiomonte e che era stato paventato, addirittura citato esplicitamente da La Stampa e da Repubblica.

Anche Alfano, come abbiamo detto più volte, ha parlato della Tav in conferenza stampa (il virgolettato mai smentito è stato riportato da Ansa, Messaggero e altre testate), assicurando che a chi avesse violato il cantiere di Chiomonte o la stazione di Susa sarebbe stata applicata la pena massima. Ma quell'articolo 10 o articolo 8 non c'è.

A questo punto, non resta che l'articolo 7 comma 4 che, più semplicemente, equipara penalmente siti in cui siano collocati

«immobili adibiti a sedi di ufficio, di reparto o a deposito di materiali dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, il cui accesso è vietato per ragioni di sicurezza pubblica»

ai siti il cui accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato.

Allora le domande sono: questo art. 8 o art. 10 c'era? E' stato poi stralciato?
E' un'invenzione? Come potevano giornalisti diversi inventare la stessa cosa? Chi ha passato loro la bozza? Non è che semplicemente circolavano bozze diverse? E infine: perché Alfano ha esplicitamente citato la Tav in conferenza stampa? E ancora: il governo conferma che la lettura dell'art.7 comma 4 si può applicare a immobili siti all'interno del cantiere di Chiomonte e alla stazione di Susa, citati entrambi da Alfano?

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Decreto Sicurezza: dove sono le norme anti-No Tav?

Decreto sicurezza: cosa dice l'articolo 10?

9 agosto 2013: come dicevamo esaminando il laconico comma che, sostituendo una parola con un'altra, cambia le possibilità di utilizzo sul territorio delle forze armate, abbiamo avuto modo di visionare la bozza di decreto legge sulla sicurezza.

Ebbene, se ieri ci si chiedeva che fine avesse fatto l'articolo 10, che secondo La Stampa si sarebbe intitolato: «Norme in materia di concorso delle Forze armate nel controllo del territorio e per la realizzazione del corridoio Torino-Lione, nonché in materia di istituti di pena militari», oggi, almeno, nella bozza in nostro possesso, possiamo dire senz'altro che l'articolo 10 parla di tutt'altro. Ed è quello che si occupa della Protezione Civile (non il 12, dunque, come pareva in un primo momento). E non c'è nessun altro articolo con quel titolo lì (che veniva riportato anche da Lo Spiffero, solitamente molto ben informato. Secondo Lo Spiffero trattavasi, però, dell'articolo 8, che nella bozza che abbiamo visionato, però, riguarda il «Contrasto al fenomeno dei furti in danno di infrastrutture energetiche e di comunicazione»).

Eppure, Alfano, ieri, ha citato esplicitamente la Tav, Chiomonte, Susa. Lo ha fatto in conferenza stampa, ripreso dall'Ansa, da La Stampa, dal Messaggero. Allora, i casi sono due: o la bozza che abbiamo visionato non è completa (non resta che aspettare la pubblicazione in gazzetta ufficiale) oppure bisogna andare a spulciare fra gli articoli che modificano articoli di legge precedenti.

L'unico articolo che si presta, in tal senso, è ancora l'Art.7, che ci risulta essere così composto:


    Art. 7
    Disposizioni in materia di arresto in flagranza in occasione di manifestazioni sportive e per il contrasto alle rapine, nonché in materia di concorso delle forze armate nel controllo del territorio

    1. All’articolo 8, comma 1-quinquies, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, le parole: “30 giugno 2013” sono sostituite dalle seguenti: “30 giugno 2016.”.
    2. All’articolo 628, terzo comma, del codice penale, sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) al numero 3-bis), dopo le parole “articolo 624-bis” sono aggiunte le
    seguenti: “o in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”; b) dopo il numero 3-quater), sono aggiunti i seguenti:
    “3-quinquies) se il fatto è commesso nei confronti di persona ultrasessantacinquenne;
    3-sexies) se il fatto è commesso in presenza di un minore.”.
    3. All’articolo 24, comma 74, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, la parola “interamente” è sostituita dalla seguente: “anche”.
    4. All’articolo 682 del codice penale, dopo il primo comma è aggiunto il seguente: “Le disposizioni del presente articolo si applicano, altresì, agli immobili adibiti a sedi di ufficio, di reparto o a deposito di materiali dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, il cui accesso è vietato per ragioni di sicurezza pubblica.”.

Ora. Il comma 1 è relativo all'arresto differito in caso di violenze durante manifestazioni sportive. Il comma 2 modifica l'articolo 628 del codice penale. Si parla di rapine. Nulla di fatto. Il comma 3 è quello dell'esercito, che consente un uso flessibile delle Forze Armate. Resta il comma 4, che va a modificare l'articolo 682 del codice penale.

E' questo:


    «Articolo 682. Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato.

    Chiunque si introduce in luoghi, nei quali l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto da tre mesi a un anno, ovvero con l’ammenda da lire centomila a seicentomila».

Che si completa così, secondo il DL:


    «Le disposizioni del presente articolo si applicano, altresì, agli immobili adibiti a sedi di ufficio, di reparto o a deposito di materiali dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, il cui accesso è vietato per ragioni di sicurezza pubblica».

Pertinente? Chissà. A leggerlo, sembra di sì, anche se il cantiere di Chiomonte è già stato dichiarato sito strategico, quindi, in realtà, non si vede la novità.

A complicare le cose, però, c'è Repubblica, che conferma la linea dura contro i No Tav e che parla dell'articolo 8 (evidentemente diverso da quel che leggiamo noi, ma d'accordo con Lo Spiffero). Ecco la citazione, secondo la quale sono previste pene più dure

«Non solo per chi tenta di introdursi nel cantiere in cui si sta scavando il tunnel geognostico per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità. L'articolo 8 cita infatti tutte "le aree e i siti individuati per la realizzazione della sezione trasfrontaliera". Dal "tunnel di base a Susa/Bussoleno - si legge nel decreto - compreso il raccordo con la linea storica"».

Il che può significare che stanno circolando diverse bozze di decreto nelle redazioni e che, per far chiarezza, bisognerà aspettare la pubblicazione in G.U.

Il "giallo" dell'articolo 10

Il Decreto Sicurezza non è un decreto contro la violenza di genere e basta, come vorrebbe far credere la stampa entusiastica – e il nostro Presidente del consiglio Enrico Letta con i suoi Tweet. C'è molto di più. C'è, per esempio, come spiega Angelino Alfano, custode della legalità e della giustizia – finché non si tratta di Silvio Berlusconi – una norma per difendere il cantiere della Tav Torino-Lione.

Il Ministro dell'Interno, nell'illustrare il pacchetto presentato oggi alla stampa dopo l'approvazione in Cdm, ha spiegato che gli ingressi abusivi ai cantieri di Chiomonte e nella stazione di Susa, riporta l'Ansa

«saranno puniti con la sanzione piu' rigorosa» prevista «per le intrusioni in luoghi di interesse strategico»

Perché, scrive sempre l'Ansa, sintetizzando

«Quando lo Stato decide di realizzare un'opera pubblica», ha aggiunto il ministro dell'Interno, «questa deve essere realizzata e chi aiuta lo Stato a realizzarla deve essere difeso».

Lo Stato. Il Governo. L'esercizio del potere. Un potere che si annuncia ma non si spiega.

L'articolo 10 del decreto sicurezza, per il momento, è solo vagheggiato.

Sappiamo dalle dichiarazioni di Alfano qual è la sua ratio (non ci fossero quelle, verrebbe quasi il dubbio che non esistesse). Sappiamo da La Stampa che si intitola «Norme in materia di concorso delle Forze armate nel controllo del territorio e per la realizzazione del corridoio Torino-Lione, nonché in materia di istituti di pena militari», ma al momento non ci è dato leggerlo.

Non solo: non se ne trova traccia nemmeno sul sito del Governo, dove in teoria si spiega per filo e per segno il provvedimento approvato (da qui il dubbio sulla sua esistenza). Si passa dalla norma che reitera l'utilizzo dell'arresto per le manifestazioni sportive alle aggravanti per le rapine, al furto in rame. Passando per una cosetta che dev'essere sfuggita ai più e che riguarda l'esercito (merita una trattazione a parte).

Cosa dirà, questo articolo, che non si possa nemmeno commentare sul sito del Governo? E' solo una svista? Una banale dimenticanza? Visto che i provvedimenti sono sviscerati per filo e per segno, perché manca proprio quell'articolo che sembra davvero repressivo, e che ha meritato le dichiarazioni specifiche – non meno coercitive – di Angelino Alfano?
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