Decreto sicurezza, la Protezione Civile

Oltre alle norme contro il femminicidio, il pacchetto del decreto sicurezza contiene anche norme più rigide contro i No Tav, norme per l'esercito e il controllo del territorio e infine una modifica della legge istitutiva della Protezione civile. Ecco i dettagli.

Protezione civile

Come tutti i governi, anche il governo Letta mette mano alla Protezione civile. Poteva andare peggio, senza dubbio. Ma risulta quantomai incomprensibile il fatto che, pur in presenza di una legge istitutiva, la 225 del 24 febbraio 1992, molto dettagliata, anche il governo Letta cede alla tentazione di intervenire con modifiche che sembrano improvvisate, o quantomeno estemporanee.

Certo, rispetto ai tempi di Berlusconi e Bertolaso e della loro idea di Protezione civile spa, non c'è paragone. Ma perché inserire la norma dentro il pacchetto che si occupa di femminicidio e violenza sulle donne (questo quanto "venduto" ai media, ovviamente, e strombazzato dai titoloni. Perché nel decreto c'è di più. C'è l'esercito, ci sono i No Tav, per dire)? Se lo chiede anche la Consulta Nazionale Protezione Civile, Funzione Pubblica CGIL, che scrive, in un comunicato:

«Questa volta è andata bene, anche se appare singolare l’inserimento del provvedimento dentro ad un agognato decreto legge per tutelare le donne dalla violenza domestica e non solo da quella. Non c’è limite alla fantasia.
Ancora una volta, per la PC, si segue la scia della legislazione reattiva, ancora una volta un nuovo governo rimaneggia la PC come se questo fosse diventato, ormai, un rito apotropaico. Nessuno avverte l’esigenza di un testo unico, nessuno. E, ogni volta, a girare i vari palazzi per allertare, verificare, accertare, di trasparenza nemmeno a parlarne… e sempre d’estate o quando fa molto freddo. Mai in primavera, forse anche questo fa parte del rito.
Questa volta è andata bene!»

Abbiamo avuto modo di visionare, a differenza degli altri articoli, lo schema di decreto.

Al Capo III si legge: «Norme in tema di Protezione civile».

L'articolo 12 dello schema di decreto specifica: Modifiche alla legge 24 febbraio 1992, n. 225.

Di fatto, si amplia la durata dell'emergenza (il governo Monti – appunto, a proposito di governi che mettono mano a Prot Civ – l'aveva ridotta a 90 giorni, prorogabili ad altri 60 giorni) a 180 giorni, ampliabili a 180.

Il Fondo per le emergenze nazionali vede autorizzata una spesa di 20 milioni di euro per il 2013 e di 50 milioni di euro dal 2014 in poi.

Il governo rende noto, sul sito ufficiale, che

«oltre agli interventi di primo soccorso e di ripristino della funzionalità di infrastrutture e servizi, si prevede utilizzando un apposito fondo emergenze che si possa far fronte - previa puntuale ricognizione - al primo ristoro dei danni subiti dalle attività economiche e produttive. Sono state introdotte disposizioni anche relative alla funzionalità del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, potenziandone l’operatività. In particolare è stato introdotto, al fine di garantire continuità ed efficienza dei servizi, un fondo rotativo per l’anticipazione delle spese sostenute in occasione di emergenze»

Le altre modifiche, al momento, non appaiono sostanziali.

Si attende, ovviamente, di poter visionare in forma integrale e definitiva il decreto. Che poi, ovviamente, andrà convertito in legge.

Foto dal sito della Protezione civile.

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