Ore 12 - Bersani guarda a Parigi. E a Roma i "centristi" preparano la trappola per il Pd

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Gli ultimi annunci sulla nascita di nuovi partiti fatti da Casini e da Alfano (più Pisanu, Montezemolo ecc.) vengono collocati nell'area del marketing elettorale, bollati per lo più come operazioni di “ripackaging di ceto politico, magari con qualche innesto tecnico, senza programma credibile”.

Ma nel Pdl e, soprattutto nel Pd, tira una brutta aria. Anche perché non si capisce bene cosa succederà quando le fibrillazioni in corso nei tre poli e (fuori) troveranno un sbocco politico.

Per le elezioni politiche girano sondaggi da tsunami: Pdl sul 15%, Pd 18%, Sel-Idv-5 Stelle sul 20%, Partito della Nazione e Listone Civico nazionale (partito dei tecnici) sul 35-40! Insomma, il gran movimento in corso al “centro” può deflagrare in un vero e proprio terremoto elettorale da sconquassare il quadro politico.

Il più preoccupato (e indeciso) appare Pier Luigi Bersani. Dalle urne francesi potrebbe giungere la spinta definitiva per collocare il Pd (finalmente?) sulla sponda socialdemocratica o progressista europea. In quel caso una alleanza di “sinistra” potrebbe però portare il Pd a perdere le elezioni, avendo di fronte, contrapposti, l’alleanza dei centristi, con numeri in grado di raggiungere la maggioranza.

Fantapolitica? Forse. Ma il Pd deve decidersi sul che fare e bruciare i tempi. Altrimenti si consuma come una candela e a Bersani non resta in mano che un mozzicone.

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