Il 6 maggio la Sardegna voterà per abolire le Province e ridurre i consiglieri regionali


La Regione Sardegna, contrariamente alle previsioni, è riuscita a trovare fondi e metodo per far tenere anche sull'isola le elezioni amministrative, che però non si svolgeranno all'inizio di maggio (come nel resto del mondo) ma il 10 e 11 giugno. Per non farsi mancare niente però, visto che di questi tempi i denari abbondano, il 6 maggio in Sardegna si voterà lo stesso, verranno allestiti seggi, chiuse scuole, pagati funzionari e militari.

Il popolo isolano potrà infatti partecipare a 10 referendum (5 abrogativi e 5 consultivi) che non si è evidentemente trovato il modo di accorpare con le elezioni comunali, forse per non sostenere troppo il raggiungimento del quorum.

I quesiti riguardano sostanzialmente: abolizione delle Province sia quelle fantasiose istituite per ultime che le quattro storiche (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano); elezione di una Assemblea Costituente sarda che riscriva lo Statuto regionale; elezioni primarie obbligatorie per la scelta del presidente della Regione; riduzione a 50 (ora sono 80) del numero dei componenti del Consiglio regionale.

Inutile dire che, tralasciando le scelte più marcatamente regionali e la follia assoluta di eleggere un'Assemblea costituente per cambiare lo Statuto regionale (avete idea di quanto costerebbe un gioco del genere?) sarà il voto sulle Province a rappresentare un test di rilievo nazionale.

Voi come votereste?

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