Eurodeputato britannico: "Stop agli aiuti alle terre dei bongo bongo". L'Ukip va a scuola dalla Lega


E'arrivato il momento del Borghezio in versione british: l'eurodeputato Godfrey Bloom. Appartenente ad una formazione di destra inglese, l'Ukip, si è lasciato andare ad un'affermazione che ha fatto rimanere di stucco di stucco opinionisti e media del Regno Unito: "Basta con gli aiuti internazionali alle terre dei bongo bongo". La frase è stata pronunciata in occasione di un congresso di attivisti e ripresa da quotidiani e televisioni.

Le affinità con la Lega Nord non si fermano, però, ai contenuti, ma nell'atteggiamento seguito dallo stesso Bloom e dal suo partito dopo la diffusione dell'esternazione razzista.
La tecnica, in stile Lega, messa in atto dalla fromazione di destra inglese, è molto semplice e molto efficace: Sparare un'affermazione forte, ottenendo così molta visibilità, e poi rimanere oggetto dell'attenzione dei media per giorni, attraverso parziali marce indietro e riconferme.

A tale proposito, Bloom, ha riconfermato le sue parole mercoledì alla radio. Ivi non è solo tornato ad usare il termine "bongo, bongo", ma ha fatto leva anche su un argomento qualunquista e, diciamolo pure, un po'fascista. Si chiede, infatti, l'europarlamentare: "Perché continuare a mandare aiuti internazionali quando gli ospedali del Regno Unito vengono chiusi e alcune persone ammalate di cancro non hanno accesso alle cure mediche?".
Ovviamente, Bloom, ha anche respinto le accuse di razzismo, ricordando che nel suo staff ci sono degli asiatici e che sua moglie è polacca. Non c'è che dire, un ragionamento politico molto raffinato.

Steve Crowther dell'Uikp (in stile Roberto Maroni) ha condannato la frase del suo collega, ma ci ha anche tenuto a specificare che quello degli aiuti internazionali è un tema che non può essere ignorato. Come dire: la frase è sbagliata, ma se è stata utile a sollevare, anche con una punta di razzismo, il problema degli aiuti internazionali, allora in fondo è servita a qualcosa.
Nigel Farage, leader dell'Ukip (in stile Flavio Tosi) aveva condannato, qualche tempo fa, le frasi di Calderoli sul Ministro Kyenge, ed ha preso le distanze in maniera decisa dall'espressione di Bloom. Insomma, come nel caso del Carroccio, anche con l'Uikp ce n'è per tutti, "dai falchi alle colombe" della discriminazione. L'importante è che nella girandola delle dichiarazioni si sia diffusa una fantasmagoria collettiva: L'immagine di un "bongo bongo" (alterità in negativo e subumana), seguita da quella del "malato terminale inglese" (così famigliare, così umano, così da compatire).

Forse alcuni potrebbero dire che stiamo esagerando, pensando che certi episodi sono fenomeni marginali nella civilissima Gran Bretagna. Eppure gli analisti affermano l'esatto opposto, sostenendo che l'Ukip è destinato a cresce in termini elettorali. Sta diventando così popolare, il partito di desta britannico, che lo stesso Primo Ministro inglese David Cameron, a caccia di consenso, ha affermato di volerlo seguire su certi temi.

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