Fmi: Proposta shock per la Spagna. Tagliare i salari del 10% Sindacati in rivolta, ok della Ue


I due sindacati maggiori della Spagna, Comisiones Obreras (Cc.oo) e la Unión General de Trabajadores (Ugt), bocciano senza appello la nuova ricetta per l'occupazione del Fondo Monetario Internazionale. L'organismo internazionale, in un contesto di crescente malessere sociale e di enormi sacrifici, frutto delle politiche del governo conservatore, ha elaborato una nuova "formuletta" per mettere le cose a posto. Questa può essere così riassunta: nuovi tagli del 10% agli stipendi e aumento dell'Iva in cambio di impiego. Ciò, secondo i calcoli dell'Fmi, che è nota per la sua "infallibilità" (vedi Argentina, ma altri esempi non mancano), dovrebbe condurre ad un aumento del 5% di Pil in 5 anni e ad un decremento del tasso di disoccupazione di 7 punti.

CC.OO e Ugt hanno definito la proposta irricevibile, in un contesto socio-economico in cui le diseguaglianze crescono e la disoccupazione si attesta al 25%. La cosa più importante da tenere presente, secondo le organizzazioni dei lavoratori spagnoli, è che negli ultimi tre anni i salari, dopo una diminuzione dell'inflazione, si sono svalutati del 6,3%, senza avere nessuna ricaduta positiva sull'impiego.

Toni Ferrer, segretario generale dell'Ugt, ha sottolineato che un taglio dei salari, invece di migliorare la situazione, condurrà inevitabilmente alla caduta dei consumi e degli investimenti. Le famiglie, ha spiegato, si troveranno nella condizione di non poter più pagare i mutui.
Il segretario, inoltre, ha condannato il fallimento delle politiche economiche imposte alla Spagna dalla Ue e dagli organismi multilaterali di credito e ha rimarcato che dall'entrata in vigore della riforma del lavoro, varata dal governo Rajoy, si sono registrati 600 mila occupati in meno.

Secondo Cc.oo, il governo spagnolo dovrebbe fare l'esatto contrario di quanto suggerito dall'Fmi, ovvero favorire un incremento dei salari affinché la domanda interna e i consumi possano ripartire.

L'esecutivo e il Partito Popolare, ormai privi di credibilità, perché travolti da un enorme scandalo di corruzione, sembrano per ora non intenzionati a tirare ulteriormente la corda. Gli spagnoli devono già sostenere aumenti delle bollette, delle tasse universitarie, dei trasporti pubblici e delle spese sanitarie, non potrebbero sopportare l'ennesima trovata dell'Fmi.

Ad essere d'accordo con la ricetta del Fondo Monetario è invece l'Unione Europea. Olli Rehn, commissario Ue per gli affari economici, martedì, si è dichiarato favorevole ad un accordo tra confindustria spagnola e sindacati per trovare un'intesa sul taglio dei salari.

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