Dario Stefàno: "Berlusconi ineleggibile anche a elezioni anticipate"

Il Presidente della Giunta delle elezioni del Senato ha parlato della situazione di Silvio Berlusconi dopo la sentenza Mediaset.

L'uomo del giorno sembra essere Dario Stefàno, il Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, che è stato eletto tra le fila di Sel, e che ha spiegato a chiare lettere quella che è la situazione di Silvio Berlusconi, ma che molti non vogliono capire e sono a caccia di qualsiasi cavillo che permetta al leader del Pdl di restare in Parlamento.

Sia ai microfoni di Radio Capital, sia a quelli di SkyTg24, Stefàno ha chiarito che la Giunta per le elezioni del Senato che lui presiede e che è convocata per il 9 settembre potrà decidere solo sulla condizione attuale di Berlusconi, ma in caso di voto anticipato la sua ineleggibilità dipenderebbe dalla legge Severino che stabilisce che chi ha condanne superiori ai due anni per reati che hanno pene massime fino a sei non può essere candidato e quindi eletto.

Così Stefàno a SkyTg24:

"Rispetto alla situazione attuale di Berlusconi la decisione è delle Camere perché Berlusconi è un parlamentare in carica e dunque sono gli organi parlamentari a essere chiamati a rendere esecutiva la sentenza. Se si andasse al voto, invece, sarebbero gli uffici preposti a dichiararlo incandidabile ovvero ineleggibile"

Il senatore di Sel ha tenuto a sottolineare che quello che è l'impegno del governo delle larghe intese (di cui lui non è mai stato sostenitore) non può venire meno se Berlusconi perde lo scranno al Senato:

"Io sono stato eletto nelle liste di un partito che non partecipa alle larghe intese e ho sempre sentito dire che questo governo è nato nell'interesse supremo del Paese e credo che tale interesse non venga meno con la decadenza di un senatore. Il problema vero è che il governo è sostenuto da partiti con idee completamente opposte su certi argomenti e questo ci rende handicappati rispetto alla possibilità di abbracciare un segnale che ci viene dai mercati, che ci parla di una interruzione della fase recessiva"

Per quanto riguarda i tempi della convocazione della Giunta, Stefàno a Radio Capital ha detto che anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle sono d'accordo sul fatto che il 9 settembre sia la data giusta per rispettare nei minimi dettagli tutta la procedura, poi a SkyTg24 ha precisato:

"Io non do respiro a nessuno e nemmeno alla procedura, l'abbiamo resa tempestiva all'inverosimile, ci siamo mossi subito dopo la sentenza. Quando uno ha ruoli di responsabilità come il mio deve evitare di immaginare di essere sulla Play Station, abbiamo ritenuto che i tempi giusti fossero questi, con inizio della discussione in Giunta il 9 settembre, e io ho avuto conferme da parte di tutti che siamo sulla strada giusta. Ho già convocato per il 4 settembre l'ufficio di presidenza che deciderà il programma dei lavori della Giunta, stabiliremo l'orario e le modalità. Il 9 è una data in cui terremo una Giunta lunga e, oltre ad ascoltare il relatore, procederemo subito anche con la discussione"

Tornando al suo intervento radiofonico, Stefàno ha anche detto che faranno di tutto affinché al voto in Aula sulla questione Berlusconi si arrivi entro ottobre, perché novembre sarebbe troppo tardi.

Foto Facebook (Profilo Sen. Dario Stefàno)

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