Chi è Giuliano Amato? Il consulente (politico) per i finanziamenti ai partiti

Giuliano Amato

Giuliano Amato è il terzo (ed ultimo, per ora) consulente esterno cui si affiderà il governo Monti per far fronte alle neccessità ed urgenze per le quali, evidentemente, i Ministri e il Presidente del Consiglio non sono sufficienti (i primi due sono il supercommissario Enrico Bondi e Francesco Giavazzi.

Fra i tre, Amato è quello più noto al grande pubblico e quello che richiede meno presentazioni. Classe 1938, è stato Presidente del Consiglio dal 1992 al 1993 e dal 2000 al 2001. Già membri del PSI, poi dell'Ulivo, quindi del Pd, è stato soprannominato dottor Sottile da Eugenio Scalfari, che ne evidenziò contemporaneamente la gracilità fisica ma anche l'abilità politica. Un'abilità che lo tiene a galla ancora oggi, dopo quattro anni di allontanamento volontario dalla politica attiva. Un'abilità che lo fa diventare addirittura un consulente del governo tecnico.

Ma quali saranno i compiti di Amato? Così li ha illustrati Mario Monti:

«Il Consiglio dei ministri ha conferito ad Amato l'incarico di fornire al premier analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l'attuazione dei principi di cui all'articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati. [...] «Se ho parlato con Alfano, Bersani e Casini della scelta di analizzare la situazione dei finanziamenti ai partiti? No»

L'incarico, dunque, giunge in maniera inattesa; non solo: per quanto Amato si possa considerare "tecnico", è un incarico assegnato a un esponente chiaramente legato a una certa "vecchia" politica. Figura di transizione fra la Prima e la Seconda Repubblica, a lui si deve, fra l'altro, una "manovra lacrime e sangue" (curioso, come certi termini non cambino mai) da 93.000 miliardi di lire (il contenuto? Tagli alla spesa e incrementi delle tasse. Se vi ricorda qualcosa, be', è giusto che vi ricordi qualcosa).

Ora, paradossalmente, dovrà fare da consulenza sull'annosa questione dei rimborsi elettorali. Sui quali, per inciso, gli italiani si erano già espressi mediante un Referendum. Ma abbiamo capito quanto contino, i Referendum, per i politici e i tecnici nostrani.

Foto | © TM News

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