Ore 12 - "Lega unita day", solo farsa?

altroE’ vero, Umberto Bossi si è vergognato di annunciare ieri la propria candidatura alla segreteria della Lega dal palco della mini festa bergamasco di Zanica.

Quella del Senatur non è né una promessa, né una minaccia: solo un modo patetico di dire a se stesso che ancora c’è. Anche se nessuno l’ascolta più e, soprattutto, nessuno lo vuole più alla guida del Carroccio, o di quel che resta di un partito sbrindellato, che oltre la leadership ha perso la faccia.

Bossi sa che non ha più alcuna carta da giocare e teme di essere cancellato, tant’è che nel suo discorso mette le mani avanti: “Nella Lega il fondatore non deve fare la fine di Michael Collins che fu ucciso dai suoi ex compagni", chiosa a un certo punto, citando il patriota irlandese che lottò per l’indipendenza dagli inglesi, ma pagò con la vita lo scoppio della guerra civile.

Il “Lega unita day”, complice anche la pioggia battente, più che annunciare l’estate pareva il fondo dell’autunno, più che una festa, un commiato da reduci prima della dipartita del caro estinto.

C’è chi ha paragonato il palco a quelli plumbei di Bucarest, nel crepuscolo finale di Ceausescu: stessa coreografia, stesse facce.

Bobo Maroni si fa forza e s’attacca all'unico raggio di sole: “Visto, dico Lega ed esce il sole”. E si unisce a Bossi come si stringono due “nemici” nel mare in tempesta, fra i flutti, senza neppure un legno cui aggrapparsi.

L’ex ministro dell’Interno grida contro “Chi ha rubato i soldi della Lega”, come venisse da Marte. E il Senatur corregge la linea ”Non ha rubato nessuno, non vedo ladri ma qualche errore”.

Di questo passo, della Lega resterà qualche amarcord ingiallito in osteria.

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