Elezioni anticipate: Pierferdinando Casini apre all'alleanza con Berlusconi

Il leader Udc dice addio al grande centro e cerca di tornare all'ovile berlusconiano


Tira aria di revival nella politica italiana, e se Silvio Berlusconi rilancia a quasi vent'anni di distanza la sua Forza Italia, forse per riflesso condizionato Pierferdinando Casini apre, anzi spalanca le porte a una nuova alleanza con il Cavaliere, mettendo fine – in nome della comune adesione al Ppe – alla "diaspora del centrodestra" iniziata con il predellino e la nascita del Pdl.

D'altronde il leader Udc, dopo la debacle elettorale con il "centrino" di Mario Monti, la fine di fatto dell'alleanza con il bocconiano (Scelta Civica e l'Udc sono ormai due entità separate) e il tramonto del sogno del Grande Centro, deve trovare un modo per rientrare nella politica che conta e non fare la fine del suo ex sodale Gianfranco Fini, pensionato di lusso suo malgrado. Soprattutto perché ormai la crisi di governo e le elezioni anticipate sembrano ipotesi vicinissime, e non ci si può far trovare impreparati.

Così ecco il corteggiamento a Berlusconi, ufficializzato con un'intervista al Corriere della Sera. Intervista che inizia con un auspicio che sembra una precondizione, ma poi chissà: che Berlusconi prenda atto della sentenza della Cassazione e si dimetta da senatore prima che venga dichiarato decaduto.

Conosco la sua intelligenza e so che il presidente più longevo del Dopoguerra eviterà l'umiliazione di un voto che, al Senato, lo vedrebbe pesantemente sconfitto. Mi rendo conto che per lui è una prova dura, ma solitamente nelle circostanze difficili dà il meglio di sé.

Insomma una lunghissima manifestazione di stima che è una richiesta di accettare il ritorno all'ovile dei moderati. Casini rivendica la decisione di opporsi alla "svolta del predellino", ma ora parla della necessità di adeguarsi al "bipolarismo del futuro", una formula che sembra accantonare il grande centro che per anni è stato il sogno dell'ex presidente della Camera. E per fare questo non esita a mollare Mario Monti, smentendolo sul tema dell'Imu: l'ex premier aveva detto che abolire l'Imu sulla prima casa come vorrebbe Berlusconi sarebbe dannoso e non era negli accordi. Casini invece sostiene che il Cavaliere ha ragione e che era nei patti.

Ma nella nuova Forza Italia il ritorno all'ovile del figliol prodigo Casini come verrà accolto? I fedelissimi berlusconiani come Sandro Bondi non dimenticano gli scontri all'indomani dell'addio dell'Udc al centrodestra, e oggi l'ipotesi di ritrovarsi tutti insieme non viene granché apprezzata.

Quando sento parlare ancora di alleanze, di formule, di ghirigori della vecchia politica all'insegna del Ppe mi viene la nausea.

Ha dichiarato Bondi. E la stessa reazione viene dai falchi del Pdl e da chi, come Ignazio LaRussa, negli ultimi anni ha duellato con l'ex alleato Casini, che ora viene visto come uno in cerca di una ciambella di salvataggio. Da parte dell'ex ministro Matteoli, invece, c'è una buona accoglienza in nome del progetto di riunire i moderati sotto le insegne del Ppe. E magari le elezioni europee 2014 potrebbero essere il banco di prova, se non ci fossero nel frattempo le elezioni anticipate.

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