Italia-Argentina, Papa Francesco incontra giocatori e dirigenti: "Difficile fare il tifo. Siate portatori di umanità"

Udienza privata per una delegazione di 200 persone tra giocatori e dirigenti delle nazionali di calcio italiana ed argentina. Il Papa: "Avete una grande responsabilità sociale"

Le delegazioni di calciatori e dirigenti di Italia ed Argentina sono state ricevute in udienza privata questa mattina in Vaticano, nella sala Clementina, da Papa Francesco: il Papa ha ricordato i valori dello sport in generale e del calcio, auspicando nei calciatori un senso di responsabilità maggiore, volto a dare il "buon esempio" proprio grazie all'effetto mediatico che gli stessi idoli del pallone hanno su tutti, in particolare sui più piccoli.

200 persone, tra dirigenti e calciatori, hanno ascoltato le parole del Papa (metà in italiano e metà in spagnolo), mostratosi divertito e "combattuto", almeno sul tifo nella partita tra le due nazionali:

"Sarà un pò difficile per me fare il tifo... Ma per fortuna è un'amichevole, e mi raccomando che sia veramente così."

Il Papa, con il suo fare tipicamente paterno ed amichevole, ha poi ricordato ai presenti i valori insiti nello sport e nel calcio, valori di cameratismo, gratuità e bellezza, che vanno tenuti ben presenti anche da chi è oramai più che lanciato nella carriera strapagata da professionista (la sala era piena di milionari).

"Uno sportivo, pur essendo professionista, quando coltiva questa dimensione di "dilettante", fa bene alla società, costruisce il bene comune a partire dai valori della gratuità, del cameratismo, della bellezza. Prima di essere campioni, siete uomini, persone umane, con i vostri pregi e i vostri difetti, con il vostro cuore e le vostre idee, le vostre aspirazioni e i vostri problemi. E allora, anche se siete dei personaggi, rimanete sempre uomini, nello sport e nella vita. Uomini, portatori di umanità."

Il Papa si è poi raccomandato con i giocatori sul loro senso di responsabilità morale, sulla consapevolezza dell'essere esempio mediatico e modello culturale per molti, sopratutto per i più piccoli: il business del calcio non deve, secondo il papa, minare i valori "dilettantistici" che sono alla base del carattere sportivo del calcio.

Papa Francesco ha chiesto ai giocatori, come fa spesso con chi è presente ai suoi discorsi, di pregare per lui, come farà egli stesso "dal campo da gioco" che Dio gli ha concesso, ricordando anche alcuni episodi calcistici di gioventù (la vittoria del campionato argentino del San Lorenzo del 1946, conquistato con i gol del bomber Pontoni).

Il Presidente della FIGC Abete ha manifestato al Pontefice l'impegno suo, della Federazione e dei giocatori ad un calcio sano, pulito, ad un calcio capace di riacquistare alcuni valori smarriti lungo la strada del professionismo:

"Il nostro impegno è per un calcio nel quale i temi della solidarietà umana e dell'integrazione sociale senza alcuna distinzione, della difesa dei valori etici, del contrasto a qualsiasi forma di violenza e di illegalità devono trovare ogni giorno esempi concreti e spingerci verso nuove iniziative. Su questa strada ci guida il Suo alto magistero."

Julio Grondona, presidente della Federcalcio argentina (Afa) ha invece invocato la benedizione del papa per il calcio argentino, affinchè possa tornare quel clima di sana competizione anche sugli spalti, teatro sempre più spesso di violenze.

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