Imu: cabina di regia a partire dal 21 agosto, entro il 30 la soluzione

Quasi certa la cancellazione della rata di settembre, per quella di dicembre in campo le ipotesi di riforma

Enrico Letta
La prima sfida su cui si stabilirà l'effettiva solidità del governo Letta sarà senza dubbio quella dell'Imu, una sfida che ha inoltre una deadline ben precisa: il 31 agosto. È quella la scadenza che si è data a suo tempo il governo per risolvere la questione, quando si decise di congelare la rata di giugno. Una data che in quel momento sembrava lontana, ma che ora è arrivata e, se non si interverrà (o se il governo cadesse) porterebbe gli italiani a dover pagare tra settembre e dicembre due rate-salasso sulla prima casa.

Ecco allora che si cerca di stabilire una road map per gli ultimi dieci giorni di agosto, quando il premier e i ministri rientreranno dalle ferie estive. Enrico Letta tornerà a Roma lunedì, ma sarà impegnato in una visita a Vienna fino a mercoledì. Quindi è già in programma, ma non ancora confermata, una "cabina di regia" per il 21 pomeriggio, visto che poi venerdì 23 è in programma un Consiglio dei ministri. Visto che sia da Pd che da Pdl è arrivata la richiesta di affrontare nella cabina di regia tutti i temi economici e non solo l'Imu, è però possibile che l'incontro vero e proprio si tenga dopo il Cdm del 23, e che fino a quella data sarà il ministro Saccomanni a tenere i contatti con i partiti sull'Imu.

A questo punto la data per il Consiglio dei ministri straordinario che si occuperà di Imu va individuata attorno al 28 agosto, con la scadenza improrogabile del 30 agosto, in modo da avere almeno 24 ore per rendere operative le decisioni prese. Per ora la decisione sul destino della tassa sulla casa è quantomai incerto – con il Pdl che è disposto a far cadere il governo se non verrà tolta l'imposta sull'abitazione principale, e il Pd che non vuole cedere ma non vuole neanche concedere a Berlusconi un cavallo di battaglia elettorale – mentre è quasi certo che gli italiani non pagheranno la rata rimandata a settembre.

Il Ministero del Tesoro ha infatti trovato i 2 miliardi di euro da dare ai Comuni per compensare il mancato introito previsto per giugno, quindi per quanto riguarda la rata relativa al primo semestre 2013 non dovrebbero esserci brutte sorprese, come conferma anche il sottosegretario Baretta. Resta da decidere cosa fare della rata di dicembre e della tassa in sé.

L'ipotesi più probabile è che il Cdm straordinario cancelli la rata di settembre, e poi rimandi ad altro appuntamento il resto della discussione. Il governo (ammesso che duri) avrà così tempo per elaborare la riforma dell'imposta, che entrerà in vigore a dicembre. Quel che è certo è che la tassa cambierà nome – così Pd e Pdl potranno vantarsi di aver "abolito l'Imu" – e potrebbe essere sostituita dalla Service Tax a cui l'esecutivo sta già lavorando e in cui dovrebbero confluire tutte le imposte municipali come Imu e Tares. Ma qui si aprirà un altro fronte, che non sarà solo quello dell'esenzione o meno della prima casa, ma anche quello della cancellazione della rata di dicembre, se il Tesoro riuscirà a trovare la copertura.

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