A che punto è la riforma dei rimborsi elettorali


Circa un mese fa l'ineffabile trio Alfano, Bersani, Casini prometteva, nel giro di quarantott'ore, "alcune prime norme urgenti per il controllo e la trasparenza del finanziamento ai partiti". E poi... non è successo niente. Ricordate? Dopo lo stop alle prime norme che con un pasticcio vennero agganciate al decreto semplificazioni fiscali, dopo le promesse di dimezzare i rimborsi elettorali, di rinunciare alla tranche da 100 (o 200?) milioni, dopo i veti incrociati dei partiti e la nomina del super consulente tutto-tranne-che-tecnico Giuliano Amato, il risultato è che al momento niente è cambiato e ancora all'orizzonte non si vede una soluzione.

Che senso ha che il trio di ABC continui a promettere il dimezzamento dei rimborsi quando poi sono i loro stessi tesorieri a mettere i bastoni tra le ruote alla riforma? Si ha quasi la sensazione che i leader dei maggiori partiti continuino a formulare proposte già sapendo che saranno bocciate. E' lo stesso Casini a confermarlo quando spiega che i tesorieri si sono messi contro il dimezzamento dei rimborsi perché: "Molti partiti questi finanziamenti li hanno già spesi, se li sono fatti anticipare dalle banche proprio per pagare la campagna elettorale". Ma i leader e i tesorieri si parlano? O stanno solo facendo un gioco delle parti, tipo poliziotto buono-poliziotto cattivo, il cui obiettivo è che non cambi nulla neanche questa volta?

Saltato l'accordo con la scusa che è "molto complessa l'opera di armonizzazione con la normativa vigente" (parole di altri due che con i loro leader evidentemente non parlano: Bressa del Pd e Calderisi del Pdl) il Partito democratico ha deciso di rendere nota la sua proposta di legge (dimezzamento dei rimborsi compresa la tranche di luglio), mentre altre due sono arrivate a firma Idv. Risultato? Difficilmente la legge arriverà in aula entro il 14 maggio, come previsto, ed è in previsione un ulteriore rinvio di almeno una settimana.

In tutto questo Giuliano Amato sta alla finestra: se i partiti non riusciranno a mettersi d'accordo e a combinare qualcosa, arriverà il suo turno. C'è un nuovo sceriffo in città, che semina il panico tra le fila dei politici (Schifani: "Se i partiti si faranno precedere da Giuliano Amato sarà la definitiva perdita di credibilità della politica"). Ma in verità le prime parole del super consulente voluto da Monti non sembrano quelle di uno pronto a mordere l'osso: "Non ho poteri pubblici coercitivi, l'incarico conferito è di analisi, orientamento".

Foto | © TM News

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