Egitto, Fratelli Musulmani di nuovo in piazza per il venerdì dei martiri

In Egitto ricominciano gli scontri tra polizia e manifestanti.

19:42 - I Fratelli Musulmani sono tornati in piazza per il "venerdì dei martiri". Ci sono già almeno 14 feriti e un morto negli scontri a Tanta, nel Delta del Nilo. A 350 km dal Cairo, ad Assiut, sui dimostranti sono stati lanciati dei lacrimogeni dalla polizia. Proteste stanno avendo luogo anche ad Alessandria.

Intanto la stampa egiziana filo-governativa ha pubblicato le proposte di modifica della Costituzione che prevedono di mettere al bando i partiti religiosi come i Fratelli Musulmani e cancellerebbero anche l'art. 219 relativo all'interpretazione della Sharia. Tra due mesi la nuova Carta Costituzionale sarà sottoposta a referendum.

Egitto, l'Unione Europea sospende la fornitura di armi


Mercoledì 21 agosto 2013

La cancelliera tedesca Angela Merkel l'aveva già suggerito e a quanto pare in molti le hanno dato ragione. I ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno deciso oggi di sospendere le licenze di esportazione di armi ed equipaggiamenti di sicurezza verso l'Egitto, tagliando con effetto immediato la fornitura di armi e sperando in questo modo di metter fine alla scia di sangue che da settimane sta dilaniando il Paese.

La decisione è stata presa oggi durante il consiglio straordinario degli Affari Esteri sull'Egitto, programmato dopo il precipitare degli eventi dei giorni scorsi. I ministri hanno però precisato che la decisione sarà lasciata a ogni singolo Paese membro dell'UE

Il consiglio straordinario ha anche deciso di rivedere gli aiuti dell'Unione Europa al Cairo. Proprio oggi, al suo arrivo al Consiglio straordinario Ue, il ministro Emma Bonino aveva dichiarato:

Spero venga accettato il blocco delle forniture militari. Le sanzioni economiche, non mi pare siano quelle che fanno il peso. D'altra parte tutti i programmi che abbiamo, salvo il government to government, sono più di impostazione sociale che altro. Mi pare che dal punto di vista del volume non siano così influenti.

Egitto, oggi 79 morti e 549 feriti: gli scontri e le violenze continuano


18 agosto 2013

21.42 - In linea col pensiero della Merkel è quello del presidente francese Francois Hollande, che oggi durante un incontro col ministro degli esteri saudita a Parigi ha speso qualche parola sulla situazione egiziana:

E' inaccettabile che ci sia un così alto livello di violenza in un Paese come l'Egitto. Se è vero che la libertà di protestare deve essere rispettata, è altrettanto vero che deve esserlo la sicurezza.

Hollando ha poi precisato che le nazioni Arabe, l'Europa e la Francia hanno una responsabilità comune nei confronti dell'Egitto e devono unirsi per convincere le autorità egiziane a seguire la roadmap concordata il 3 luglio scorso dopo la rimozione del presidente Morsi, roadmap che sembra essere passata in secondo piano in queste ultime settimane.

21.30 - In attesa che i diplomatici europei si incontrino per discutere della situazione egiziana e decidano sul da farsi, le singoli voci si esprimono sugli scontri e sulle tensioni di questi ultimi giorni. La cancelliera tedesca Angela Merkel parlando all'emittente ZDF ha suggerito che un modo per mettere pressione al Paese e mettere fine a questa nuova ondata di violenza potrebbe essere lo stop all'esportazioni delle armi da parte dell'Unione.

Esamineremo quali passi potranno essere intrapresi. Dobbiamo agire insieme e prendere tutti gli stessi provvedimenti. La situazione è preoccupante.

20.45 - Al già tragico bilancio di oggi si devono aggiungere altri 36 morti, tutti manifestanti pro-Morsi rimasti uccisi mentre cercavano di fuggire da un furgone per il trasporto detenuti in cui erano stati rinchiusi dopo l'arresto. E' accaduto al Cairo, centro nevralgico delle proteste e degli scontri delle ultime settimane.


19.47 - E' sempre l'agenzia Mena, citando fonti del Governo, a pubblicare il bilancio di questa domenica di sconti in Egitto. Oggi sono state uccise 79 persone, mentre 549 sono rimaste ferite in tutto il Paese. E le proteste e le violenze non accennano a placarsi, né da una parte né dell'altra.

19.06 - Nel corso della giornata di oggi, lo scrive l'agenzia di stampa ufficiale egiziana Mena, le autorità hanno disperso con la forza un sit-in di manifestanti che si erano ritrovati nella moschea Abu Bakr, nel distretto di Bab El-Shaariya al Cairo. Nel conflitto a fuoco non ci sarebbero stati morti, ma 114 manifestanti sarebbero stati arrestati per possesso di arma.

18.31 - Il Governo egiziano ha diffuso il bilancio ufficiale delle vittime degli scontri della giornata di ieri: 79 persone sono rimaste uccise da una parte all'altra dell'Egitto, mentre venerdì i morti secondo il governo erano stati 173.

18.22 - A marciare verso la sede dell'Alta Corte sono sei diversi gruppi di manifestanti partiti da sei diverse parti della città. Si temono violenti scontri non appena i manifestanti avranno raggiunto la meta, già blindata dalle forze dell'ordine.

17.02 - La manifestazione dei sostenitori di Morsi, annunciata e voluta dai Fratelli Musulmani, è stata annullata per motivi di sicurezza. Ad annunciarlo ci ha pensato la portavoce dell'alleanza, Yasmine Adel e citata via Twitter da Al Arabiya.


I manifestanti, però, non sembrano aver ascoltato i leader e non si sono ritirati dalle piazze e hanno continuato la marcia come da programma. Sono partiti dalla moschea di Al Raja e si stanno dirigendo verso la sede dell'Alta Corte, già barricata dalle forze dell'ordine fin dalle prime ore di oggi.

Intanto il generale Abdel Fatah El-Sissi ha parlato alla popolazione e difeso pubblicamente le misure adottate in questi giorni e aspramente criticate da tutta la comunità internazionale e le ha definite non soltanto "trasparenti", ma anche necessarie per imporre l'ordine e scongiurare il rischio di un conflitto religioso che potrebbero portare il Paese "in un tunnel oscuro".

Nel discorso c'è stato spazio anche per un appello ai Fratelli Musulmani, invitati a rivedere le loro posizioni per il bene dell'Egitto.

13.20 - manca ormai poco all'inizio della manifestazione indetta dai sostenitori di Morsi e proprio in vista degli scontri che sembrano ormai scontati, le autorità locali stanno rafforzando le misure di sicurezza in tutta la città del Cairo e nei pressi del palazzo della Corte Costituzionale e del palazzo Presidenziale, luoghi destinazioni del corto.

12.30 - Il numero delle persone detenute coinvolte negli scontri di ieri e di venerdì al Cairo è salito, ad oggi a 404, come confermato da fonti ufficiali del Governo.

10.40 - Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha precisato che la UE nei prossimi giorni,

insieme agli Stati membri rivedrà urgentemente le relazioni con l'Egitto e adotterà misure per perseguire questi obiettivi.

L'invito, ovviamente, è a metter fine alle violenze prima che la UE prenda provvedimenti:

Non c'è alternativa al dialogo. Tutte le forze politiche egiziane devono reimpegnarsi per il futuro democratico del Paese e impegnarsi in un processo politico che dovrà portare all'elezione e all'insediamento di un governo civile. Questo era l'impegno preso dal Governo ad interim quando ha preso il poter. L'Esercito egiziano deve rispettare e supportare un processo politico come quello.

Qui trovate il comunicato nella sua interezza.

10:15 - Anche i sostenitori di Morsi hanno annunciato per oggi una grande manifestazione al Cairo. L'appuntamento è davanti alla Corte Costituzionale, dove alle 16 di oggi confluiranno anche gli altri cortei di cui vi abbiamo già dato conto. Gli scontri, appare evidente, non si fermeranno nemmeno oggi.

9:10 - Il gruppo Anti-Coup Alliance a favore del ripristino della democrazia in Egitto ha rilasciato una comunicazione in cui invita i cittadini a scendere in piazza nella giornata di oggi al Cairo e a Giza, precisando che nella prima città si terranno tre diverse marce a partire dalle 16 ora locale, mentre nella seconda saranno sei i punti di incontro e le relative marce che partiranno da essi.

7:22 - All'appello della Gran Bretagna si è aggiunto in queste ore quello, l'ennesimo dall'inizio degli scontri, del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha chiesto la fine delle manifestazioni violente e l'uso eccessivo della forza da parte delle autorità e condannato pubblicamente "gli attacchi contro le chiese, gli ospedali e altre strutture pubbliche". Nella breve nota anche un invito rivolto alle autorità e ai dirigenti politici ad adottare "un piano credibile per governare le violenze e rilanciare il processo politico".

01:05 - I media britannici riportano una nota del Foreign Office che comunica che il ministro degli Ester William Hague ha telefonato al collega egiziano Nabil Fahmy e gli ha riferito che la Gran Bretagna "condanna ogni atto di violenza, sia l'uso sproporzionato della forza da parte della polizia sia le azioni violente dei dimostranti". Secondo Hague gli attacchi alle moschee e alle chiese sono inaccettabili e ha chiesto che le parti accettino il dialogo.

Evacuata la moschea di al-Fatah


Sabato 17 agosto 2013

23:10 - La polizia egiziana durante gli scontri di ieri ha arrestato oltre mille persone che fanno parte dei Fratelli Musulmani e 250 membri dell'organizzazione dell'ex presidente Morsi sono indagati dalla procura per terrorismo, omicidio e tentato omicidio. Un predicatore salafita è stato fermato per istigazione alla violenza.
Intanto il Washington Post rivela che un tentativo di mediazione è fallito per l'opposizione del generale al-Sisi (qui l'approfondimento).

19:25 - I giornalisti italiani che erano stati fermati questa mattina dalle forze di sicurezza sono stati rilasciati. Si tratta dell'inviata del giornale Radio Rai Maria Gianniti, del tecnico Ciani, dell'inviata Mediaset Gabriella Simoni e un operatore freelance.
I quattro erano stati aggrediti vicino alla moschea al-Fath e sono stati aiutati dai soldati che però li hanno trattenuti per un po' per identificarli.

18:45 - Dalle 20:15, dopo l'ultima preghiera della giornata, la moschee saranno chiuse al Cairo. Ad Alessandria, alle 19, ora in cui scatta il coprifuoco in quasi tutto il Paese, sono previste nuove manifestazioni dei pro-Morsi.

16:55 - La giornalista di Mediaset Gabriella Simoni è stata aggredita da esponenti dei Fratelli Musulmani e sarebbe stata tratta in salvo dai militari, tutti i particolari in questo post.

16:42 - Secondo fonti della Bbc la moschea di al-Fatah è stata sgomberata. I militari sono riusciti a far uscire le centinaia di manifestanti pro-Morsi che si erano barricati dentro.

16:25 - Rami Jarrah, che lavora all'ANA New Media Association, su Facebook ha pubblicato questo interessante schema che spiega come gli scontri in Egitto siano semplificati dai media con l'opposizione tra sostenitori di Morsi e militari, ma nella realtà è tutto molto più complicato

15:01 - Ci sono stati dei crolli di alcune cupole della moschea al-Fath che è sotto l'attacco dei militari che continuano a sparare dai blindati. Secondo i Fratelli Musulmani i morti oggi sono più di mille, mentre, come detto, per le fonti governative sono 173.

14:55 - Il ministro degli Esteri Emma Bonino riferirà sull'Egitto alle Commissioni Esteri di Senato e Camera martedì 27 agosto alle ore 11.

14:21 - Secondo fonti della polizia, Mohamed Zawahiri, fratello del leader di al Qaeda, è stato arrestato a Giza dalle forze di sicurezza, era tra i sostenitori dei Fratelli Musulmani.

14:02 - Nonostante la situazione di estremo pericolo, i sostenitori dei Fratelli Musulmani, spronati dai vertici dell'organizzazione, si stanno dirigendo verso la moschea per aiutare coloro che sono barricati dentro sotto l'attacco della polizia.

13:52 - Allo scadere dell'ultimatum, meno di un'ora fa, la polizia ha iniziato lo sgombero della moschea di al Fath. La polizia sta sparando dai blindati contro il minareto della moschea.
Intanto il premier egiziano ha detto che è al vaglio l'ipotesi di uno scioglimento formale dei Fratelli Musulmani. Il governo ha reso noti dei dati ufficiali secondo i quali ci sono stati 173 morti, 95 dei quali al Cairo. 57 morti sarebbero agenti.

12:50 - La polizia ha lanciato un altro ultimatum ai Fratelli Musulmani dicendo che alle 13 i soldati assalteranno la moschea al Fath in cui sono asserragliate centinaia di persone.
Fonti vivine agli attivisti dei diritti umani sostengono inoltre che negli scontri di ieri è morto il figlio della Guida suprema dei Fratelli musulmani, Badie.

12:36 - Dopo le parole di Papa Francesco durante l'Angelus del giorno di Ferragosto, il Vaticano torna a parlare dell'Egitto e rilascia una dichiarazione in cui dice:

"Il Papa continua a seguire con crescente preoccupazione le gravi notizie che giungono dall'Egitto e continua a pregare e ad auspicare che cessi la violenza e che le parti scelgano la via del dialogo e della riconciliazione"

11:48 - Da più di 12 ore centinaia di sostenitori di Morsi sono asserragliati nella moschea di al-Fath attorno alla quale la polizia ha formato un cordone di sicurezza. Ci sono stati anche spari di arma da fuori. I cadaveri che si trovano dentro la moschea da ieri, in seguito agli scontri di piazza Ramses dove decine di persone sono morte, sono stati ora portati fuori e sono usciti anche le donne e i bambini.

10:55 - A Fiumicino sono vuoti gli aerei che partono verso El Alamein, Sharm El Sheikh e Marsa Matrouh. Nessuno parte per l'Egitto come raccomandato dalla Farnesina. Gli aerei, però, compiono lo stesso il tragitto, anche perché riprenderanno gli italiani che sono in vacanza nelle località turistiche del mar Rosso e che giustamente vogliono tornare a casa.

10:35 - 700 manifestanti sostenitori di Morsi hanno disobbedito all'ordine delle forze di polizia di lasciare la moschea di al-Fath al Cairo. Il quotidiano Youm7, intanto, fa sapere che ieri sono morte più di 100 persone, un quarto ad Alessandria.

8.31 - Sono almeno 1.004 i sostenitori dei Fratelli Musulmani arrestati ieri durante gli scontri con le forze dell'ordine. Questo dato è stato comunicato dal ministero dell'Interno egiziano.

7:22 - Ontv Live ha fatto vedere che i militari egiziani sono entrati, senza usare violenza, nella moschea del Ciro di al-Fatah dove si erano rifugiati un migliaio di Fratelli Musulmani e dove sono tenuti almeno una ventina di corpi di islamisti che sono rimasti uccisi ieri.
Sul sito di Al Jazeera si vedono le immagini dei soldati e di alcuni rappresentanti dei Fratelli Musulmani che parlano, forse per negoziare.

Egitto, proteste a oltranza. Cecchini sparano sui soccorritori (Video)


Venerdì 16 agosto 2013

22:33 - Nonostante il coprifuoco notturno in diverse zone del Cairo ci sono ancora scontri tra esercito e manifestanti islamici. In piazza Ramses c'è stata una violenta battaglia, ma lo stesso è successo anche in zone residenziali della città. Secondo quanto riferito da testimoni oculari, i militari hanno aperto il fuoco contro la moschea al Fatah che si affaccia su piazza Ramses che è stata sgomberata. Le principali arterie del Cairo sono state chiuse dai blindati e dei checkpoint sono stati posizionati lungo tutte le poche strade che sono rimaste percorribili.

22:10 - Maurizio Massari, ambasciatore italiano in Egitto, intervistato telefonicamente da SkyTg24 ha sconsigliato di partire per l'Egitto in questo periodo, spiegando che la situazione sembra destinata a peggiorare nei prossimi giorni.

21:30 - Secondo fonti della sicurezza egiziana ad Alessandria i carri armati dell'esercito egiziano hanno aperto il fuoco sui manifestanti pro-Morsi provocando decine di morti. Alessandria è la seconda città più grande del Paese.
Intanto Al Jazeera riferisce che nella penisola del Sinai sono state avvertite quattro forti esplosioni ad El Arish, capoluogo del Nord della regione. Da mesi i Sinai è teatro di attacchi contro le forze di sicurezza egiziane.

20:42 - Gehad El-Haddad, portavoce dei Fratelli Musulmani, ha invitato i manifestanti a concludere per oggi le proteste con la preghiera della sera e i funerali delle vittime di oggi. Da domani però, le proteste ricominceranno e per una settimana sono in programma altre manifestazioni di protesta.

19:45 - Le vittime sono già più di 80 oggi, ma i Fratelli Musulmani annunciano che le manifestazioni non sono ancora finite, il loro "venerdì della collera continuerà".

17:23 - Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato con il presidente francese Hollande e ha comunicato con un tweet un riassunto del contenuto della telefonata.

17:22 - Nella rete gira da ieri il video di un uomo che cerca di soccorrere un ferito, ma viene a sua volta colpito da un proiettile sparato molto probabilmente da un cecchino (lo potete vedere qui di seguito). Il segno evidente della guerra civile in cui si trova l'Egitto, non un semplice scontro tra militari e manifestanti. I soccorritori sono disarmati, si spara alla cieca.

Farnesina ai turisti italiani in Egitto: "Non uscite dai resort"


16:36 - Fonti della sicurezza egiziana hanno riferito all'Ansa che ci sono già almeno 30 morti negli scontri in Piazza Ramses al Cairo nel corso degli scontri tra manifestanti del Fratelli Musulmani e forze dell'ordine. I cadaveri sono stati portati in una moschea che si trova nelle vicinanze.

16:15 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Enrico Letta ha dichiarato che sta seguendo quanto avviene in Egitto "con la massima attenzione e vivissima preoccupazione" ed è in stretto contatto con Emma Bonino, ministro degli Esteri. Palazzo Chigi ha anche reso noto che a breve Letta parlerà telefonicamente con il Presidente francese François Hollande che, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha chiesto una riunione urgente dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea per discutere della situazione egiziana e trovare il modo di fermare le violenze.

16:06 - Ci sono stati degli scontri sul Ponte 15 Maggio a Zamalek, al centre del Cairo: alcuni dimostranti anti-Morsi hanno attaccato le barriere che sono state erette dai Fratelli Musulmani.

15:58 - Il ministero degli Esteri italiano sconsiglia agli italiani di viaggiare in Egitto con destinazioni che siano diverse dai resort situati in località turistiche del Mar Rosso come Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice e Hurgada o in località della costa Nord come Marsa Mathrou, El Alamein. Tuttavia, anche chi va in queste località in cui per ora non c'è stato alcun tipo di incidente,è preferibile restare nei resort ed evitare escursioni fuori dalle istallazioni turistiche e nelle città. Per informazioni www.viaggiaresicuri.it

15:00 - Al Jazeera è stata oscurata. L'emittente tv stava stava trasmettendo in diretta le manifestazioni dei pro-Morsi in Egitto.

14:06 - La polizia egiziana ha sparato sui manifestanti in un quartiere della Cairo vecchia, ani Seira, ma anche a Tanta e a Giza. Secondo la tv di stato ci sono stati altri morti, almeno un poliziotto e quattro manifestanti pro-Morsi a Ismailiya, a Nord-Est del Cairo più un altro a Tanta.

9:00 - In Egitto è iniziato quello che i Fratelli Musulmani hanno definito il "venerdì della collera". Il venerdì è il giorno della preghiera, ma oggi, dopo aver pregato in moschea, cortei di manifestanti sostenitori di Morsi si recheranno verso piazza Ramesete.
Dopo gli attacchi dei giorni scorsi oltre al Cairo anche a Giza e ad Alessandria e gli scontri con i "residenti", ossia gli attivisti anti-Morsi, anche oggi le agitazioni continueranno e i militari risponderanno con la forza, nonostante le reazioni dei diplomatici degli Stati occidentali e nonostante la richiesta anche da parte dell'ONU di fermare le violenze.

Egitto, con la Turchia è guerra diplomatica: richiamati gli ambasciatori


Giovedì 15 agosto 2013

23:38 - Dopo che la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore dal Cairo, l'Egitto ha deciso di fare lo stesso e ritirare il suo ambasciatore che si trova ad Ankara. Dopo che il capo del governo turco Ergogan ha condannato pubblicamente quanto sta avvenendo in Egitto, è scoppiata una vera e propria guerra diplomatica.

22:45 - Secondo la tv Al Arabiya il bilancio dei morti è salito a 638 persone.

22:24 - Uno dei portavoce dei giovani ribelli Tamarod, che sono anti-Morsi (ed erano anche anti-Mubarak), ha annunciato che domani, venerdì di preghiera in Egitto, terranno una manifestazione per "contrastare i Fratelli Musulmani". I sostenitori dei Tamarod sono stati invitati a creade dei "Comitati popolari". Domani in piazza ci saranno anche i Fratelli Musulmani per il loro "Giorno della Collera".

21.50 - Gli Stati Uniti hanno chiesto ai loro cittadini che si trovano in Egitto di rientrare subito e a quelli in procinto di partire hanno suggerito di rinunciare al viaggio. Tali richieste sono state rese note con una nota ufficiale della divisione consolare del Dipartimento di Stato a Washington.

21:10 - Su sollecitazione di Francia, Australia e Gran Bretagna è stata convocata una riunione a porte chiuse d'emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU dopo la decisione dei militari egiziani di sgomberare i presidi dei sostenitori di Morsi.

18:22 - Secondo la tv di stato il ministero dell'Interno ha autorizzato la polizia e i militari a sparare contro chiunque tenti di attaccare le forze di sicurezza o i siti strategici.

18:13 - Per il ministero della Salute il numero delle vittime di ieri è di almeno 700.
Intanto, oltre a Francia e Italia, anche Gran Bretagna e Germania hanno convocato gli ambasciatori egiziani.

17:12 - A Giza il palazzo governativo che è stato attaccato con i molotov dai sostenitori di Morsi è ancora in fiamme e circondato dalle forze dell'ordine.

Barack Obama: "Le violenze allontanano gli egiziani tra loro e dal resto del mondo"

16:35 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto sulla situazione egiziana dicendo che è necessario avviare un processo di rappacificazione per garantire i diritti anche alle minoranze e portare avanti la riforma della Costituzione. Da parte della Casa Bianca c'è la consapevolezza che le transizioni democratiche non sono misurabili in mesi o anni, ma in generazioni, perciò il processo sarà lento, ma l'America offre la sua partnership per aiutare l'Egitto a tornare a crescere e a poter garantire un futuro migliore ai suoi cittadini.

Obama ci ha tenuto a precisare:

"Gli Usa non stanno né con un gruppo né con l'altro, alcuni gruppi ci incolpano di avere delle responsabilità su quello che non va nel paese, credono che noi siamo sostenitori di Morsi, ma non è così. Gli egiziani devono lavorare per uscire da questa situazione e non sarà semplice, ma noi offriamo il nostro sostegno per tornare alla pace"

Inoltre il Presidente degli Usa ha anche annunciato che sono state cancellate le esercitazioni militari congiunte con l'Egitto, Bright Star, che erano in programma per settembre perché la cooperazione tradizionale non può continuare come sempre dopo quello che è successo.

Fratelli Musulmani di nuovo in piazza, si teme un'altra carneficina


15:45 - A Ebeid Street, davanti alla moschea di al-Iman al Cairo sono comparse delle barricate erette dai Fratelli Musulmani. Centinaia di manifestanti hanno attaccato con bottiglie molotov la sede del governatorato di Giza e altri cortei sono in corso ad Alessandria.
Intanto l'autorità giudiziaria ha prolungato la detenzione preventiva di Morsi di 30 giorni mentre il governo provvisorio ha tolto il coprifuoco nell'area dei villaggi turistici sul Mar Rosso a Sharm el Sheikh su richiesta del ministro del Turismo.

13:39 - Sale ancora il bilancio delle vittime, ora si parla di 525 vittime accertate.

13:12 - Sempre più drammatiche le immagini postate su Twitter da alcuni reporter. In una moschea ci sono i corpi avvolti in teli, alcuni carbonizzati, nella maggior parte dei casi sono di persone a cui è stato sparato


12:42 - Anche Emma Bonino, ministro degli Esteri, come il presidente francese Hollande, ha convocato l'ambasciatore egiziano a Roma Amr Mostafa Kamal Helmy.

12:18 - Papa Francesco prima dell'Angelus nel giorno dell'Assunzione di Maria ha avuto delle parole per la situazione egiziana e ha detto:

"Giungono purtroppo notizie dolorose dall'Egitto: desidero assicurare la mia preghiera per le vittime, i loro familiari, i feriti e quanti soffrono. Preghiamo insieme per la pace, il dialogo e la riconciliazione in quella cara terra e nel mondo intero"

11:48 - Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto una riunione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dicendo che chi resta in silenzio davanti a questo massacro è colpevole tanto quanto chi lo compie materialmente. Intanto il numero dei morti dichiarato ufficialmente è di 464, 43 dei quali erano poliziotti, mentre i feriti sono più di 3500, ma per ora nessuna fonte indipendente riesce a capire qual è il bilancio reale.

11:15 - Fratelli Musulmani hanno annunciato una marcia di protesta nel pomeriggio. Intanto le autorità egiziane hanno chiuso il valico di Rafah verso la Striscia di Gaza a tempo indeterminato per motivi di sicurezza. Centinaia di viaggiatori palestinesi sono rimasti a piedi su entrambi i lati del valico, l'unica porta d'ingresso nel territorio palestinese.

10: 32 - Secondo la stampa francese il presidente François Hollande ha convocato all'Eliseo Mohamed Mostafa Kamal, ambasciatore dell'Egitto a Parigi, per chiedere l'immediato stop della repressione e la revoca dello stato d'emergenza.

10:05 - Sale a 343 il numero ufficiale dei morti, certamente destinato a salire, soprattutto se è vero quanto comunicano i Fratelli Musulmani che definiscono Rabaa come la loro Tienanmen. La conta delle vittime sta proseguendo, si stanno identificando le salme che si trovano in tre moschee, tre ospedali e due obitori.

7:30 - Il bilancio ufficiale degli scontri di ieri in diverse città egiziane è salito a 278 morti, mentre i Fratelli Musulmani, l'organizzazione del presidente deposto Morsi, ne dichiarano 4500.

Egitto, stato d'emergenza


Mercoledì 14 agosto 2013

23.30: «Rifiutiamo la dichiarazione dello stato d'emergenza». Lo ha detto in televisione un esponente del partito di al-Nur (salafiti, allo scorso ballottaggio sostennero Morsi).

22.35: la Farnesina è tornata a parlare della situazione in Egitto per invitare i cittadini italiano e non fare viaggi nel Paese che abbiano destinazioni diverse dai resort in Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice, Hurghada) e nella costa nord (Marsa Matrouh, El Alamein), tutte aree in cui fino ad ora non sono stati registrati scontri.

22.00: il Premier egiziano Hazem El Beblawi ha rassicurato la popolazione e il Mondo intero che da settimane sta seguendo lo svolgersi dei delicati eventi intervenendo in diretta televisiva per precisare che lo stato di emergenza sarà il più breve possibile e che il processo elettorale proseguirà come da programma.

Intanto fonti ufficiali del Governo hanno smentito la notizia, trapelata in giornata, dell'arresto di otto dirigenti dei Fratelli Musulmani. Tra questi, sostenevano le indiscrezioni, c'erano anche il segretario generale di Giustizia e Libertà Mohamed El Beltagui, i dirigenti Essasm El Erian e Safwat Hegazy e il portavoce Ahmed Aref.


In serata il Ministero della Salute ha comunicato quello che secondo i dati in suo possesso sarebbe il conto ufficiale delle vittime di questa giornata di sangue: 235 persone uccise e 2.001 persone ferite, alcune in modo grave. Tra le vittime ci sarebbero anche 43 agenti di polizia. 100 persone sono decedute al Cairo, molte delle quali nella piazza davanti alla moschea Rabaa al-Adawiya.

19.50: nonostante il coprifuoco e lo stato d'emergenza i sostenitori di Morsi non si sono arresti e stando a quanto riferisce l'agenzia di stampa MENA avrebbero preso d'assalto il palazzo del Ministero delle Finanze al Cairo e di averlo occupato e dato alle fiamme, mentre dalla tv di Stato arrivano notizie secondo le quali i manifestanti avrebbero assaltato una stazione di polizia del Cairo e ucciso almeno quattro agenti con armi da fuoco.

L'Esercito, invece, sarebbe riuscito a prendere il controllo di piazza Rabaa al-Adawiya, una delle due piazze che aveva provato a sgomberare dalle prime ore di oggi.

Il vice presidente El Baradei si dimette

18.40: la situazione precipita col passare delle ore. Mohammad El Baradei, premio Nobel per la Pace e vice presidente ad interim del Paese, si è dimesso nel pomeriggio dopo le violenze di oggi. La comunicazione è arrivata al presidente egiziano con una lettera in cui El Baradei prende le distanze da quanto accaduto dalle prime ore di oggi e sostiene che se il Governo avesse voluto avrebbe potuto adottare misure pacifiche.

18.20: gli Stati Uniti hanno prontamente fatto sapere di non essere d'accordo con lo stato d'emergenza dichiarato oggi dalla Presidenza egiziana. Anzi, tramite il portavoce Josh Earnest la Casa Bianca ha precisato di opporsi fermamente alla decisione dell'Esercito e di condannare le violenze di queste ore, violenze che sarebbero in disaccordo con quanto promesso dal Governo provvisorio.

Agli Stati Uniti si sono unite anche la Germania e l'Unione Europea, concordi nel condannare fermamente le violenze portate avanti dall'Esercito nei confronti nei manifestanti a favore di Morsi.


16.40: la presidenza della Repubblica egiziana ha appena annunciato in diretta televisiva di aver proclamato lo stato di emergenza per la durata di un mese a partire dalle ore 16 di oggi. Questo significa che per i prossimi 30 giorni le forze armate potranno prendere tutti i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza del Paese e se quello che è accaduto oggi è avvenuto senza lo stato di emergenza possiamo soltanto immaginare cosa a accadrà a partire dalle prossime ore.

Il Consiglio dei Ministri ha anche istituito il coprifuoco che partirà dalle 19.00 di oggi e continuerà fino alle 6 di domani. Non è chiaro, al momento, fino a quando questa misura resterà in vigore.

16.00: la situazione in Egitto è precipitata col passare delle ore. Agli scontri al Cairo di cui vi abbiamo già dato conto dalle prime ore di oggi ne sono seguiti molti altri e in diverse città del Paese. Da un lato c'è l'Esercito che cerca di reprimere le manifestazioni e i sit-in a favore di Morsi, dall'altro i manifestanti che vogliono far sentire la propria voce e chiedono la liberazione del presidente deposto e che sono scesi in strada dopo lo sgombero forzato di stamattina.

Fonti locali riferiscono che gli agenti di polizia non avrebbero esitato a sparare contro i manifestanti che gli lanciavano contro oggetti e bombe molotov nel tentativo di farli allontanare. La conta delle vittime è ancora incerta e varia a seconda della fonte.

Al Jazeera, grazie ai suoi inviati sul posto, sostiene che dalle prime ore di oggi sarebbero rimaste uccise almeno 300 persone, mentre i Fratelli Musulmani sostengono che le vittime sarebbero oltre 2.000, mentre il numero dei feriti sarebbe arrivato a oltre 10 mila. Il Ministero della Salute aveva smentito tutto, ma nel primo pomeriggio ha corretto il tiro e precisato che sono state registrate 56 uccisioni e 526 ferimenti nel giro di poche ore.

Difficile capire, almeno in questo momento, dove stia la verità. Tra le vittime accertate, però, ci sarebbero anche un cameraman di Sky News, il 62enne Mick Deane, e una reporter di Xpress, la 26enne Habiba Ahmed Abd Elaziz.


Mentre gli scontri e le rivolte proseguono, così come gli arresti, si rialza l'allerta della comunità internazionale. Il ministro degli Esteri Emma Bonino si è già espresso a proposito della nuova ondata di violenza:

Sono profondamente addolorata per quanto sta avvenendo in Egitto e per la perdita di vite umane. Avevo espresso l'auspicio che i sit in si svuotassero grazie al raggiungimento di un accordo tra le parti e non con l'intervento della polizia che non aiuta la ricerca di una soluzione alla crisi. Mi rivolgo a tutte le forze in campo affinché facciano tutto quanto in loro potere per fermare immediatamente la violenza ed evitare un bagno di sangue.

11.30: con un tweet dal proprio account ufficiale l'ambasciata italiana al Cairo ha invitato i nostri connazionali che si trovano in città, e più in generale in Egitto, a tenersi lontani dagli assembramenti e ha ribadito ancora una volta il numero di telefono da utilizzare per ogni evenienza:


10.20: è scontro sul bilancio dei morti e feriti nell'operazione di sgombero delle tendopoli dei manifestanti pro-Morsi. La Fratellanza Musulmana non fa che aumentare le cifre, arrivando a denunciare 200 morti e oltre 8 mila feriti, la stampa internazionale continua a rimanere sui 17 feriti, come riferito da alcuni cronisti presenti sul posto, mentre fonti ufficiali del Governo negano tutto e rivelano che gli scontri di stamattina hanno portato al ferimento di 26 manifestanti: nessuno, precisa il Ministero della Salute, è rimasto ucciso.


9.00: i Fratelli Musulmani denunciano che almeno 120 manifestanti sarebbero stati uccisi dalle forze dell'ordine nei primi 40 minuti dell'operazione di sgombero delle tendopoli. I militari, scrive la CNN, avrebbero lanciato bombe Molotov nelle cliniche installate all'interno degli accampamenti. Al momento, visto il caos che continua a regnare nelle aree coinvolte, è impossibile avere una stima ufficiale di morti e feriti.

Continuano gli scontri in Egitto e il sangue continua a scorrere per le strade del Cairo. All'alba di oggi le forze dell'ordine sono intervenute contro i sostenitori del deposto presidente egiziano Moahmed Morsi da giorni accampati in segno di protesta contro L'Esercito al potere.

Il tanto temuto e anticipato sgombero forzato degli accampamenti è avvenuto. Decine e decine di agenti hanno assaltato le tendopoli di piazza al-Nahda e piazza Rabaa al-Adawiyah con mezzi pesanti lanciando lacrimogeni e costringendo con la forza i manifestanti a lasciare le piazze.

Testimoni oculari sentiti da Reuters e France Press parlano di almeno 15 morti e oltre 150 feriti, mentre i Fratelli Musulmani hanno portano la conta dei morti a 30 e invitano i cittadini a scendere in piazza contro il massacro che sta avvenendo in queste ore.


Dal canto suo il Ministero dell'Interno ha invece fatto sapere che almeno 2 membri delle forze dell'ordine sarebbero rimasti uccisi negli scontri. Ad aprire il fuoco, conferma il comunicato, sarebbero stati dei manifestanti sostenitori del Presidente deposto Morsi.


Gli scontri proseguono.

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