Elezioni, Bersani: "Da Genova la riscossa!". Ma con quale Pd?

Va a chiudere la campagna elettorale nella tana del lupo, Pier Luigi Bersani.

Da Genova, città del fustigatore Beppe Grillo, il segretario del Pd lancia la sfida: “Da qui viene una riscossa chiara, non solo amministrativa ma anche politica e civica. E il Pd si mette al servizio di questa riscossa”.

Bersani fa buon viso a cattiva sorte, è in piazza per sostenere quel Marco Doria che alle primarie fece saltare candidati e strategie del Pidì. Sul palco c'erano anche la sindaco uscente Marta Vincenzi e la senatrice Roberta Pilotti, entrambe sconfitte alle primarie genovesi dall'indipendente sostenuto da Sel.

Finti sorrisi e finti abbracci. Fra questi personaggi c’è chi fa il tifo per i candidati del centrodestra. Bersani sa e tira diritto, anzi è certo che da Genova partirà il rilancio del centrosinistra. Ma quale centrosinistra?

Quello di Doria, delle signore Vincenzi e Pinotti, quello della foto di Vasto o dell’inciucio con Casini, quello di Renzi o di D’Alema, quello conservatore della mannaia contro i ceti più deboli o quello progressista alla Hollande?

Non è forse il Pd di Genova lo stesso che in regione governa con l’Udc, il cui capogruppo è accusato di rapporti con la ‘ndrangheta? Non è lo stesso partito che da anni gioca di sponda con il Pdl (Scajola ecc) e non solo, per orientare pro domo sua il business dei porti e della cementificazione delle coste?

Ecco, serve chiarezza, serve coerenza, serve una linea valida per tutti e ovunque. Da lunedì (anche) Bersani avrà i suoi grattacapi.

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