Finanza creativa 2.0: la Robin Tax di Tremonti Hood è solo marketing

Quando il nostro ministro preferito, Giulio Tremonti Hood, ha annunciato la sua idea di tassare le rendite eccessive dei petrolieri per lanciare un’operazione di redistribuzione in favore delle fasce deboli, io ho manifestato un forte scetticismo verso una misura dal sapore della propaganda e dalle precarie possibilità di successo. Oggi, su Repubblica, l’economista Tito Boeri spiega con motivazioni e riferimenti di ben altro calibro per quale motivo la Robin tax è solo marketing

Boeri ricorda che il Pdl in campagna elettorale si era impegnato per una riduzione delle tasse, mentre invece gli aumenti di acqua, luce e gas finiranno per azzerare ogni sorta di incremento dei redditi, con un prelievo che – a differenza delle tasse - non è progressivo e colpisce quindi maggiormente proprio i redditi bassi (quest’ultima è un’aggiunta mia). Per quanto riguarda la social card per gli anziani... dal Dpef risulta che solo il 5% di quanto incamerato con la Robin tax servirà per questo scopo: in tre anni spenderemo meno per i non abbienti di quanto destinato a mantenere in vita Alitalia per tre mesi.

C´è in questa operazione di marketing delle tasse una qualche continuità fra Tremonti e il suo predecessore alla scrivania di Quintino Sella. Cambiano i riferimenti bibliografici (Robin Hood anziché il Vangelo), si passa dalla vera lotta all´evasione a quella presunta agli extra-profitti, ma si tratta pur sempre di far accettare l´aumento della pressione fiscale agli italiani, nonostante le disfunzioni dei nostri servizi pubblici.

A proposito di tasse e redditi bassi, un altro esempio di grande marketing è stata l’abolizione dell’Ici con il conseguente taglio di risorse in tutti i settori, che porterà gli enti locali ad innalzare le addizionali o a ridurre i servizi: tutte misure che aggraveranno le condizioni di chi, magari vivendo in affitto (e quindi non avendo prima pagato l’Ici) ora si troverà a pagare gli effetti di questa “riforma”.

Tornano a Boeri, il suo pezzo si conclude ricordano che Nella scorsa legislatura era stata avviata una "spending review", ministero per ministero per studiare proprio come tagliare. Il decreto varato la scorsa settimana ha disciolto l´organismo, la Commissione tecnica sulla finanza pubblica, che ha condotto queste analisi. Ha questa commissione prodotto qualche documento prima di essere soppressa? Se sì, perché il ministero dell´Economia non lo rende pubblico? Una politica economica che oscilla tra il marketing delle tasse e i tagli da ragiunatt non ci porta lontano, non risana i conti pubblici e non ci fa uscire dalla stagnazione. Ci sono poche buone idee in giro. Vediamo di non buttare via, a priori, quelle che sono già lì, a portata di mouse.

Foto: dunechaser

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO