Elezioni 2012 - Italia e Grecia al voto

Elezioni 2012

Il 6 maggio 2012 non è stato solamente il giorno delle Presidenziali di Francia e della vittoria di Francois Hollande: chiamati alle urne, infatti, oltre ai 9 milioni di italiani per le amministrative, erano anche i greci, i serbi e nello Schleswig-Holstein, in Germania. Vediamo una panoramica dei dati per quanto riguarda l'Italia e la Grecia, per cominciare.

Italia: i seggi per le amministrative sono rimasti aperti, ieri, fino alle 22 e riaprono oggi fino alle 15 (dalle sette), per votare in 768 comuni delle regioni a statuto ordinario, 147 comuni in Sicilia, 26 comuni in Friuli Venezia Giulia. L'unico dato disponibile, dunque, è quello dell'affluenza alle 22 di ieri: 49,66%, un calo di 6,2 punti percentuali rispetto alle precedenti amministrative. Forse poteva andare peggio.

Si votava anche in Sardegna, ma non per le comunali: un milione e trecentomila residenti nell'isola sono chiamati, infatti, a votare per 10 referendum cosiddetti "anticasta": abolizione di 4 province, riscrittura dello Statuto della Regione Sardegna e altri 8 quesiti che riguardano questioni locali ma che sono anche molto importanti in ottica nazionale, visto che potrebbero segnare importanti precedenti (penso, per esempio, al quesito che vorrebbe istituire elezioni primarie normate, regolate dalla legge). Il quorum è già stato raggiunto.

Grecia: il risultato è ancora in bilico, perché Nea Dimokratia (centrodestra) e Pasok (centrosinistra, ma disponibile, come già avvenuto, a un governo di coalizione nazionale), quando è stato scrutinato il 98,82% delle schede, non hanno la maggioranza numerica in parlamento. ND ha il 18,88% dei voti (108 seggi), il Pasok ha il 13,19% (41 seggi). La maggioranza è di 151, ne mancano 2 per governare. Syrizia, la sinistra contraria alle misure di austerità, ottiene un risultato eccezionale, divenendo il secondo partito greco (al momento, attestato al 16,3% con una proiezione di 50 seggi), anche se tutti i media si concentrano perlopiù sui risultati dei neonazisti, che si attestano al 7,0%, con 21 seggi (che poi sarebbero un movimento populista, xenofobo e antieuropeista. Per nulla assente nel resto d'Europa). Siederanno in parlamento anche gli Independent Greeks (ANEL) con il 10,6% dei voti e 33 seggi (anche questo schieramento è contro le misure d'austerità). 26 seggi per il Partito Comunista di Aleka Papariga, 6,1% per la sinistra democratica di Kouvelis (19 seggi). Il quadro delle possibili coalizione è ancora complesso, ma il segnale è chiaro: i partiti che hanno gestito e sostenuto il governo di transizione e di coalizione nazionale, sono crollati alle urne.

Foto | TM News

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