Ore 12 - Elezioni, Monti nel "mirino". Italia come la Grecia?

altroLe ferite si rimarginano ma, si sa, le cicatrici restano. Il ventolone (o sventolone?) delle amministrative del 6-7 maggio anticipa il tornado che può abbattersi sulla politica italiana alle prossime elezioni politiche, fra un anno o, addirittura, a ottobre 2012.

I partiti si interrogano: sotto shock nel Pdl e nella Lega per la debacle (al nord -60% i primi e – 67% i secondi!), smarriti nel Terzo Polo per non avere intercettato neppure un voto dei moderati in fuga da Berlusconi e da Bossi, increduli e festanti (a gazzosa, non a champagne ..) nel Pd per lo … scampato pericolo.

Come Ore 12 prevedeva alla vigilia del voto, Berlusconi tira già fuori il nuovo coniglio dal suo cappello dal fondo vuoto: la federazione dei moderati. Tutti dentro per fermare la sinistra, evitando lo sbocco alla francese. Non ci vorrà molto a fare rientrare nel vecchio recinto riverniciato Casini e i reduci del … mai nato partito della Nazione.

Intanto, il Cavaliere schiera in prima linea i “cecchini” pronti al tiro al piccione sul governo Monti, bloccando ogni riforma sgradita, a cominciare da quella elettorale.

Il trio ABC dava per scontato l’accordo sulla bozza Violante, ma qui, dopo la bufera delle urne, torna tutto in alto mare. Anzi, il “porcellum” resta la ciambella a cui aggrapparsi, addirittura una straordinaria scialuppa per il Pd, in grado di sbancare alle prossime elezioni, proprio grazie al premio di maggioranza e alle altre “amenità” della vecchia legge-porcata del leghista Calderoli. E Giorgio Napolitano?

In questa situazione il rischio è quello di un governo fermo in un binario morto. Il tempo, sotto i morsi della crisi, lavora per la disgregazione politica e sociale. Chi è in grado di dare la svolta? Forse il Pd? L’ombra nefasta dell’imbuto della Grecia rischia di coprire anche l’Italia.

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