Beppe Grillo: "In Egitto c'è stato un colpo di Stato, ma nessuno lo ammette"

Sul suo blog Beppe Grillo dice che l'Occidente tace perché l'esercito è sempre stato il principale interlocutore degli Usa in Egitto.

Beppe Grillo non è un diplomatico e mai potrebbe esserlo, perciò, a differenza dei ministri degli Esteri e dei capi di Stato e di governo non usa giri di parole e sul suo blog dice che in Egitto è avvenuto da tempo un colpo di Stato perché, spiega:

"nominato primo ministro in regolari elezioni è stato deposto dopo manifestazioni di piazza nell'indifferenza generale. Con questo metro di giudizio in Europa avrebbero dovuto dimettersi parecchi governi. I militari hanno preso il posto di Morsi senza nuove elezioni. Nessuno ha battuto ciglio"

Ora che in Egitto stano avvenendo dei veri e proprio massacri, l'Occidente, dice Grillo, continua a tacere o al massimo

"lancia qualche flebile richiamo attraverso quella farsa in campo internazionale che si chiama UE"

Il leader del MoVimento 5 Stelle spiega che gli Stati Uniti sono il "salvadanaio d'Egitto" perché ogni anno versano al Paese arabo 1,3 miliardi di dollari che servono per sviluppare armamenti egiziani e mantenere il trattato di pace tra Egitto e Israele. Per questo motivo il principale interlocutore degli Usa è da sempre l'esercito e dunque gli americani non possono parlare di colpo di Stato perché se lo riconoscessero come tale dovrebbero ritirare gli aiuti e in questo modo perderebbero gran parte del controllo sugli eventi futuri.

Grillo ne ha anche per l'ONU, che definisce un "fantasma che ricorda per la sua inconsistenza la Società delle Nazioni" della Prima Guerra Mondiale. Sull'atteggiamento dell'Occidente dice:

"L'Occidente sempre pronto a condannare e a intervenire, anche con la forza, come è avvenuto in Libia, ora in parte sotto il controllo di Al Qaeda, (ma nessuno deve dirlo) o in Mali, per proteggere i suoi interessi, non vede, non sente, non parla. Chi ha ordinato la strage va processato da organismi internazionali come è avvenuto in Serbia. Il governo dei militari va disconosciuto senza alcun distinguo"

Insomma, secondo Grillo in Egitto servono nuove elezioni regolari al più presto e conclude tornando a criticare l'Occidente perché dimostra di considerare la democrazia un concetto relativo che viene applicato caso per caso e in quello dell'esercito egiziano non viene applicato.
In tutta questa storia, mentre l'Egitto rischia di "travolgere ogni equilibrio in Medio Oriente e in tutto il Mediterraneo" l'Italia fa solo la comparsa (che secondo Grillo è il ruolo che le riesce meglio…).

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