Il Napolitano preoccupato di Repubblica

Giorgio Napolitano preoccupato

A volte, Repubblica regala delle perle di riflessione. E' il caso del pezzo su Giorgio Napolitano in cui, come spesso accade, vengono riportati fra virgolette pensieri o confidenze del Presidente della Repubblica ai suoi. Sono sempre pezzi molto divertenti, perché ti fanno chiedere, da lettore ingenuo, come faccia Repubblica a sapere cosa pensi Napolitano e chi siano i confidenti del Presidente mai nominati. Viene da immaginarsi un ambiente un po' ovattato, sguardi e messaggi in codice scambiati in segretezza, frasi a metà, gesti d'intesa come quando si gioca a scopone in quattro. Cose così.

Tant'è, Repubblica propone ancora una volta un Giorgio Napolitano preoccupato (quando mai non lo sia stato, a distanza di una settimana fra una preoccupazione e l'altra, al momento mi sfugge). Questa volta, dopo aver "negato" il boom del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo (boom che in effetti c'è stato e che bisognerebbe analizzare, invece di negarlo), il Presidente della Repubblica sarebbe preoccupato per la crisi di fiducia nei grandi partiti. E la sua battuta sul comico-politico-movimentista sarebbe stata (Repubblica lo sa) solamente l'apice di un ragionamento che sta sottotraccia e che il quotidiano traduce così:

"il punto della questione non è lui", ha spiegato ai suoi Napolitano, quanto il "mucchio selvaggio" mai visto di liste e candidature.

Insomma, secondo il quotidiano di De Benedetti, quel che non andrebbe giù al Capo dello Stato è la parcellizzazione del voto, che si defila dai grandi partiti per andar altrove. Non è chiaro cosa dovrebbe succedere, però, perché Napolitano non fosse preoccupato (e Repubblica non lo dice). Voglio dire: il punto qual è? Che i cittadini dovrebbero tutti votare i grandi partiti, se no non c'è la governabilità? Spero per Napolitano che non sia questo - anche se temo di sì - il sottotesto alla base del ragionamento. Perché se fosse questo, ahimé, alla sua preoccupazione non ci sarà rimedio. A meno che non ci si voglia inventare qualcos'altro per convincere gli elettori che non devono esprimere liberamente il loro voto, ma devono indirizzarlo verso i grandi partiti; o per convincere le persone a non costituirsi in liste o partiti perché così facendo mettono a repentaglio non si sa bene cosa.

Il che, me lo consentano Napolitano e la Repubblica, preoccuperebbe molto me. E credo anche parecchi altri cittadini pensanti.

Foto | © TM News

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