Il PdL all'attacco di Monti con un'interrogazione parlamentare. E la credibilità del premier?


Come possa ancora aver credibilità, Mario Monti, dopo il clamoroso dietrofront di oggi, è un vero e proprio mistero (d'altro canto, bisognerebbe riflettere, a trecentosessanta gradi su tutta la strategia comunicativa dell'esecutivo "tecnico", che fa spesso acqua da tutte le parti. A meno che non ci sembri normale, per dire, che un Ministro del Lavoro, possa affermare cose tipo «si vedrà», parlando degli esodati).

Dopo le parole dure su chi ha causato la crisi (chi? Non si sa, a questo punto), Berlusconi, che non ha gradito, e Monti ha abbassato il tiro, affermando, come si diceva, che il cavaliere «ha fatto molto». Ci vuole un bel coraggio, per un dietrofront del genere, non c'è che dire.

Ma evidentemente il PdL non è soddisfatto della retromarcia. Infatti 42 pidiellini - i fedelissimi di Silvio, fra cui Maurizio Bianconi, Maria Stella Gelmini, Giorga Meloni e Renato Brunetta -, mentre il loro partito si sfalda alle amministrative, evidentemente ignari di far parte di una sigla ormai priva di sostanza, firmano un'interrogazione parlamentare in cui scrivono:

«E' un dovere etico e politico per il premier spiegare il significato della frase sulle conseguenze umane della crisi e chiarire a chi ne riferisse le cause».

Monti chiarirà? Farà un'ulteriore retromarcia? Arriverà forse a dire che il governo Berlusconi era il migliore dei governi possibili? E la politica italiana, nel frattempo si riprenderà mai da questa farsa? Perché l'impressione è che i tecnici, dietro al loro loden, siano davvero poco credibili. Anche meno dei "politici di professione" nostrani. Il che la dice lunga.

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO