Ore 12 - Elezioni, Casini liquida il Terzo Polo. Pierferdy-Pierfurbo verso il Cav?

altroPiù si avvicina il rischio di “fare la fine della Grecia” e più i partiti (non solo loro) rivendicano il merito di avere salvato l’Italia da quel rischio.

In questo senso, a gridare di più sono quelli dell’Udc, sempre pronti a sventolare la bandiera dei primi della classe (i saputelli …) e, dopo le urne, sempre a piagnucolare, nell’angolino degli eterni incompresi. A dire il vero, un merito ce l’ha Pier Ferdinando Casini: quello di non aver mai creduto nel bipolarismo Made in Italy e nella seconda Repubblica.

Su tutto il resto, terra bruciata: identità pari a zero, strategia sempre ancorata al piede su due staffe, personale politico (specie nel territorio) yes man dedito alle poltrone. Pdl e Lega hanno perduto alle ultime amministrative una montagna di elettori (moderati), ma non un voto è andato nel canestro predisposto da Casini. Gli elettori bocciano la coppia B&B ma non si fidano di Casini &C.

Ora, l’annuncio del leader Udc di andare oltre il Terzo Polo, senza precisare verso dove e con chi, pare anticipare l’ennesima giravolta strumentale, da consumato doppiogiochista.

Bersani, sempre indeciso, spinge Casini a una scelta per un nuovo centro-sinistra di governo incentrato sul Pd (Bersani a Palazzo Chigi, Casini sul Colle). Berlusconi, sempre solerte, lancia una nuova crociata di tutti i moderati, paventando la costruzione di una inedita “federazione-santa alleanza” per non dare l’Italia alla sinistra.

Un dato è certo: il Terzo Polo è stato liquidato perché i conti non tornano. Fini e Rutelli rischiano ora di rimanere come Don Falcuccio mentre Casini è già sul mercato. E’ così difficile capire dove alla fine approderà Pierferdy il Pierfurbo?

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