La situazione mondiale vista da papa Francesco

Attraverso una serie di messaggi papa Francesco delinea la sua politica di azione sociale.

La situazione mondiale vista da papa Francesco

In questi giorni di tensioni in Egitto, papa Francesco, fanno sapere dal Vaticano, segue con attenzione quanto succede. All’Angelus del giorno di Ferragosto, il papa aveva invitato a pregare per la situazione in Egitto, dicendo:

Giungono purtroppo notizie dolorose dall’Egitto. Desidero assicurare la mia preghiera per tutte le vittime e i loro familiari, per i feriti e per quanti soffrono. Preghiamo insieme per la pace, il dialogo, la riconciliazione in quella cara terra e nel mondo intero. Maria, Regina della Pace, prega per noi! Tutti diciamo: Maria, Regina della Pace, prega per noi!

Oggi, padre Ciro Benedettini, vicedirettore della Sala Stampa vaticana, ha comunicato che papa Francesco “continua a seguire con crescente preoccupazione le gravi notizie che giungono dall'Egitto e continua a pregare perché cessi la violenza e affinché le parti scelgano la via del dialogo e della riconciliazione”.

Lo sguardo del papa si allarga anche ad altri contesti, come l’incidente avvenuto nelle Filippine dove un traghetto al largo del porto di Cebu è affondato a causa di una collisione con una porta-container. A bordo c’erano 841 passeggeri di cui al momento oltre 200 sono i dispersi. Tramite il segretario di Stato, il cardinal Tarcisio Bertone, papa Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio, assicurando “la sua vicinanza nella preghiera” e affidando le vittime “alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente”. Infine, ha invocato “la forza e la consolazione divina sulle famiglie in lutto, i feriti e coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso”.

Ma non si ferma qui l’attenzione al sociale di papa Francesco. Su Twitter ha scritto:

Non possiamo dormire tranquilli mentre bambini muoiono di fame e anziani non hanno assistenza medica.

Giova ricordare che all’udienza generale del 5 giugno, papa Francesco disse:

Se una notte di inverno, qui vicino in via Ottaviano, per esempio, muore una persona, quella non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia, sembra normale. Non può essere così! […] Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse di alcune città, costituisce una tragedia. Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia! Così le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti.

E all’incontro con i giovani argentini nella Cattedrale di Rio de Janeiro:

Guardate, io penso che, in questo momento, questa civiltà mondiale sia andata oltre i limiti, sia andata oltre i limiti perché ha creato un tale culto del dio denaro, che siamo in presenza di una filosofia e di una prassi di esclusione dei due poli della vita che sono le promesse dei popoli. Esclusione degli anziani, ovviamente. Uno potrebbe pensare che ci sia una specie di eutanasia nascosta, cioè non ci si prende cura degli anziani; ma c’è anche un’eutanasia culturale, perché non li si lascia parlare, non li si lascia agire. E l’esclusione dei giovani. La percentuale che abbiamo di giovani senza lavoro, senza impiego, è molto alta e abbiamo una generazione che non ha esperienza della dignità guadagnata con il lavoro. Questa civiltà, cioè, ci ha portato a escludere i due vertici che sono il nostro futuro. Allora i giovani: devono emergere, devono farsi valere; i giovani devono uscire per lottare per i valori, lottare per questi valori; e gli anziani devono aprire la bocca, gli anziani devono aprire la bocca e insegnarci! Trasmetteteci la saggezza dei popoli!

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