Angela Merkel e la Cud sconfitte: il rigore non paga


La politica di austerithy non garantisce successo politico: lo sta imparando a sue spese Angela Merkel (come se non bastasse quello che è già capitato a Nicolas Sarkozy.

La cancelliera tedesca ha appena battezzato una clamorosa sconfitta elettorale nella tornata per il rinnovo del parlamento regionale del Nord Reno-Westfalia, una regione della Germania che non è affatto di poco conto, visto che consta di oltre 18 milioni di abitanti (più della Grecia, per intenderci) e visto che si tratta non solo del più popoloso dei 16 stati tedeschi ma anche di uno dei punti cardine per la vita lavorativa della Germania, al centro dell'industria, dell'estrazione mineraria, del mondo operaio di tutta la Germania e quindi, di conseguenza, al centro anche delle attenzioni politiche più importani.

La SPD ha puntato tutta la sua campagna, in coalizione sui verdi, sul fatto che troppo spesso l'austerithy si traduca, molto banalmente, in disinteresse dello stato per quello che dovrebbe essere il patrimonio pubblico (i dibattiti elettorali tenuti, simbolicamente, in piscine vuote o luoghi simili volevano proprio essere la metafora di questa crisi degli investimenti). E nonostante le accuse della Cdu di essere "pro-debito", be', la SPR ha vinto, accreditata di un 36% che, insieme ai Verdi, le regala la leadership nel Reno-Westfalia e che relega la Cdu al peggior risultato della sua storia dal dopogtuerra ad oggi.

Il che significa, fra le altre cose, che i rapporti di forza fra Merkel e Hollande subiranno, in qualche modo, un raffreddamento, perché da un voto così importante la cancelliera tedesca risulta indebolita anche in termini di credibilità, in politica europea. E l'incontro fra la cancelliera e il neo-eletto presidente di Francia è previsto fra soli due giorni.

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