Pakistan, Pervez Musharraf incriminato: sarebbe responsabile dell'omicidio di Benazir Bhutto

Per l'accusa l'ex presidente pakistano non impedì l'attentato terroristico in cui rimase uccisa la leader del Ppp.

In un'intervista dell'ottobre 2007 Benazir Bhutto, di ritorno dall'esilio, disse al giornalista Mark Segal che se le fosse successo qualcosa il presidente Pervez Musharraf ne sarebbe stato certamente responsabile. Tre mesi dopo la leader del Partito popolare pakistano morì in un attentato dopo un comizio a Rawalpindi.

Ora, a distanza di quasi sei anni da quella drammatica morte, l'ex presidente Musharraf è stato formalmente incriminato per l'omicidio di Benazir Bhutto perché non impedì l'attentato. Il procuratore Chaudry Azhar ha spiegato che i capi di imputazione per Musharraf sono omicidio, cospirazione ai fini di omicidio e complicità in omicidio.

Tra i testimoni dell'accusa c'è proprio il giornalista americano a cui Benazir Bhutto rilasciò quell'intervista circa due mesi prima dell'attentato. Sulle dichiarazione di Segal, infatti, si sono basate le indagini degli investigatori della Federal investigation Authority che hanno incluso Musharraf tra i sospettati dell'attentato alla fine della loro inchiesta, lo scorso 25 giugno.

Musharraf, che oggi ha 70 anni e da aprile è agli arresti domiciliari, si è presentato all'udienza del tribunale antiterrorismo di Islamad al termine della quale è stato incriminato e ha detto di essere innocente e che questo processo ha chiari fini politici.

Intanto, il 10 settembre prossimo, l'ex presidente dovrà presentarsi al tribunale di Quetta, in Baluchistan, per il caso dell'omicidio di Akbar Bugti, leader separatista. Musharraf è coinvolto anche in un altro processo, quello in cui è accusato di aver esautorato i giudici della Corte suprema quando nel 2007 dichiarò lo stato di emergenza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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