Per salvare Berlusconi il Pdl vuole rimandare la legge Severino alla Consulta

Secondo il senatore pidiellino Lucio Malan nella legge Severino ci sono "ampi profili di incostituzionalità".

Se proprio non si riesce a trovare un modo di saltare un ostacolo, la soluzione per superarlo senza cadere è quella di toglierlo e se a ostruire il cammino è una legge, bisogna capire come modificarla se così com'è non si può aggirare.

Ecco allora che se da una parte il Presidente della Giunta delle elezioni Dario Stefàno ribadisce che Silvio Berlusconi a eventuali future elezioni in seguito alla caduta dell'attuale governo non sarebbe candidabile perché lo prevede la legge Severino, dall'altra i seguaci del Cavaliere stanno pensando di rimandare la legge in questione alla Corte Costituzionale. Lucio Malan, infatti, senatore del Pdl, dice che "ci sono degli ampi profili di incostituzionalità che vanno valutati" e se ne sono accorti proprio ora…

Secondo Malan, in particolare,

"Ci sono dei margini, bisogna discutere il contenuto di questa legge in rapporto al caso di Silvio Berlusconi"

La legge Severino, lo ricordiamo, stabilisce che chi ha condanne superiori ai due anni per reati che hanno pene massime fino a sei non può essere candidato e quindi non può essere eletto. Silvio Berlusconi è stato condannato a quattro anni (e ne deve scontare uno ai domiciliari o servizi sociali) per frode fiscale nell'ambito del Processo Mediaset, dunque a rigor di legge non si potrebbe più candidare. Il Paese è bloccato sulla questione dell'incandidabilità di Berlusconi da quasi un mese e rischia di restarci ancora, anche perché il Pdl punta a perdere tempo proprio per cercare di eliminare le nome della legge Severino che tanto infastidiscono il loro leader. E intanto i pidiellini litigano tra di loro, i falchi e le colombe si lanciano le frecciatine. Coloro che difendono senza se e senza ma Berlusconi, capeggiati da Daniela Santanché, da una parte e quelli che si sentono in dovere di non far cadere il governo Letta. E poi si inizia a pensare anche a un eventuale Letta-bis, che potrebbe prendere forma con la fuori-uscita di una ventina di senatori dal Pdl.

Le colombe, intanto, hanno fatto sapere a Berlusconi che non vogliono accettare al buio che la riesumazione di Forza Italia significhi anche che il vecchio-nuovo partito venga consegnato a Daniela Santanché e che non sono pronti a prendere ordini da lei. Ecco allora un tweet polemico della "Pitonessa" che risponde "Prendere ordini da Napolitano invece va bene", chiaramente in polemica con le colombe che sostengono il governo Letta tanto voluto dal Colle.


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