Ore 12 - Bersani nella bocca del lupo. Quella del Cav

altroGira e rigira, nel malridotto centrodestra italiano è sempre Silvio Berlusconi a dare le carte. O meglio, Pdl, Lega e spezzoni di partiti nelle zone limitrofe sono così messi male che sperano ancora nel Cavaliere, in un suo estremo rilancio, in una sua nuova proposta politica.

E Berlusconi, a cui piace essere pregato per fare quello che più gli piace fare (cioè il padre padrone di tutto e di tutti), ci sta e tesse febbrilmente il nuovo mosaico. Qual è il disegno?

Sic et simpliciter sempre lo stesso, riverniciando una vecchia macchina scassata: il bipolarismo muscolare. I due fronti contrapposti, moderati di tutti i colori da una parte, da contrapporre alla sinistra (sempre bollata come comunista … come notoriamente “comunisti” sono i vari Fioroni, Marini, Rosy Bindi, Follini ecc. ) intenta ad aprire le porte dell’Urbe e fare entrare i cavalli dei cosacchi pronti a prosciugare l’acqua delle sacre fontane. Tutto qui?

Non proprio. Non solo è un film già visto e i risultati dello spettacolo sono sotto gli occhi di tutti. Il bello, si fa per dire, è che il buon Bersani (spinto da molti suoi compagni) ha già imboccato la strada verso la trappola.

Illuso dal successo di Hollande e dalla tenuta del Pd alle ultime amministrative, Bersani rispolvera la foto di Vasto e addirittura ordina di tingere di rosso la nuova tessera del partito, rievocando il Pci democratico, socialista, riformista tipo emiliano. Dritto dritto nella bocca del lupo. Quella del Cav.

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