Riforma dei rimborsi elettorali: si fa o no?


E' un po' antipatico farlo notare, ma l'avevamo detto: "I tempi sicuramente si allungheranno, altre priorità salteranno fuori, l’opinione pubblica distoglierà l’attenzione e magari le promesse rimarranno solo promesse". Al momento sembra che le cose stiano andando proprio in questo modo, con la discussione sulla riforma dei rimborsi elettorali che va avanti all'infinito nel disinteresse generale.

Disinteresse non (ancora) da parte dell'opinione pubblica, ma dei politici stessi, che a parte qualche raro virtuoso esempio farebbero volentieri a meno di riformare quel meccanismo che li riempie di soldi. E non si impegnano neanche a nasconderlo, visto che ieri durante la discussione generale del provvedimento i relatori Gianclaudio Bressa (Partito democratico) e Peppino Calderisi (Popolo della libertà) hanno parlato davanti a ben 15 deputati accorsi per le prime battute della riforma che stopperà l'antipolitica restituendo ai partiti la fiducia dei cittadini... 15 deputati: meno del 2% degli eletti.

"È quasi certo che l'esame alla Camera del provvedimento si concluderà entro la prossima settimana", ha provato a rassicurare Bressa, ma senza successo. Il voto sugli oltre 100 emendamenti comincerà solo dopodomani, si prevede ostruzione da parte della Lega Nord e il percorso continua a essere sempre più incidentato. Quanto tempo è passato da quando Alfano, Bersani & Casini promisero una riforma lampo da fare in 48 ore? Quasi un mese e mezzo. Ma nonostante lo scetticismo sempre crescenti gli intrepidi Bressa e Calderisi proseguono nel loro indefesso tentativo di riforma. Le ultime novità riguardano: 27% di detrazione fiscale per le persone fisiche che donano ai partiti sino a un massimo di 10 mila euro, vincolo di almeno un eletto per ottenere il ridotto finanziamento - ma per evitare di uccidere i partiti minori è previsto un contributo annuo di 50 centesimi per ogni euro ricevuto a titolo di quote associative e di contribuzioni annuali da parte di cittadini o enti, ma solo per i partiti che hanno ottenuto almeno il 2%.

Nel frattempo Di Pietro ha consegnato le 200mila firme per la legge d'iniziativa popolare sulla totale abolizione dei rimborsi. Un'iniziativa meritoria ma controversa, che però l'inettitudine della politica rende ogni giorno che passa più credibile.

Foto | ©TMNews

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