Tre nomi per il dopo Formigoni


Lui giura di voler restare in sella alla Regione Lombardia fino alla scadenza del mandato, nel 2015. Ma la poltrona di governatore "a vita" (così lo definì Berlusconi) non è più salda nelle mani di Roberto Formigoni, che rischia di finire travolto dagli scandali. E così si fanno subito avanti i pretendenti al trono. Che arrivano dal centro e dalla sinistra, visto che con l'aria che tira, dalle parti del Pdl nessuno ha la forza necessaria per farsi avanti. E lo stesso discorso vale per la Lega Nord. Lettera 43 ha individuato tre possibili sostituti.

Il nome più accreditato è quello di Bruno Tabacci, per la serie "l'usato sicuro". Volto storico dell'Udc milanese, inspiegabilmente passato all'Api. Poco importa che il Terzo polo sia in crisi, l'assessore ex democristiano - che si è trovato in giunta con il sindaco arancione Pisapia - ha da sempre un alto gradimento personale a Milano e in Lombardia. In tempi normali la sua sarebbe una candidatura forte, visto il curriculum e il rispetto che tutti gli portano, ma in un momento in cui gli elettori chiedono a gran voce facce nuove, difficilmente uno che ha già governato la regione più di vent'anni fa e che rappresenta in pieno lo stile democristiano creerebbe attorno a sé quell'entusiasmo di cui oggi tutti sentono il bisogno.

Un po' di entusiasmo in più potrebbe circondare il secondo della lista: Beppe Civati. Ex compagno di rottamazione di Matteo Renzi, il giovane consigliere della Regione Lombardia che studia anche da prossimo leader del Pd, si è detto "stufo di fare la parte di quello che non tira mai in porta". Il suo è un dilemma: provare a giocarsi subito la carta nazionale o passare dal Pirellone? Molto dipenderà dai tempi, da se durerà di più Monti o Formigoni. Ma se per la segreteria la sfida è davvero dura, più facile che Civati riesca a raccogliere intorno a sé il consendo del Pd lombardo. Un partito democratico alle prese, a livello locale, con gli scandali di Penati, potrebbe trovare in Civati il nome nuovo che cerca. Sarebbe un po' un rischio, ma di quelli che vale la pena correre.

Infine, e sempre dalle parti del Pd, "l'oggetto misterioso" della politica meneghina, Stefano Boeri. Ex candidato Pd alle primarie per il sindaco di Milano, ora assessore al Comune in rotta con Pisapia, potrebbe provare a rilanciare una carriera politica che sembra finita su un binario morto candidandosi come governatore. Il Pd ha dimostrato proprio con Penati di essere pronto a riproporre lo stesso "perdente di successo" in mille salse diverse, e vista la velocità nel comprendere le dinamiche politiche che si registra dalle parti dei democrats potrebbero anche ricascarci.

Foto | ©TMNews

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