Egitto: Mohamed El-Baradei accusato di tradimento

Il premio Nobel per la pace, ora a Vienna, rischia fino a tre anni di reclusione


Doveva essere l'uomo nuovo del dopo-Morsi, doveva guidare il governo di transizione laico e liberale, anche se poi si è dovuto accontentare del ruolo di vicepresidente: oggi invece il premio Nobel per la pace Mohamed El-Baradei è stato accusato di tradimento per essersi dimesso dalla carica in opposizione alle repressioni operate dal governo egiziano. È questa la parabola di El-Baradei, e che dà bene la misura di quanto il nuovo Egitto assomigli ogni giorno di più a quello contro cui erano sorti i moti di piazza Tahrir, impressione suffragata anche dalla scarcerazione dell'ex rais Mubarak.

Mohamed El-Baradei, ex capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, oppositore del regime di Mubarak, era rientrato nel 2011 in Egitto per capeggiare l'ala laica dei movimenti che erano scesi in piazza contro il presidente costringendolo a dimettersi. Per un po' El-Baradei aveva ipotizzato di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2012, ma si era ritirato denunciando la mancanza di trasparenza. Lo scorso luglio, dopo la deposizione di Morsi, il presidente ad-interim Mansour avrebbe voluto conferirgli l'incarico di premier, ma le proteste dei Fratelli Musulmani (e forse, si può ipotizzare oggi, l'opposizione dell'esercito) lo avevano portato al ruolo di vicepresidente.

Il 14 agosto scorso, però, El-Baradei si è dimesso dalla carica con una dura nota in cui condannava la repressione nel sangue delle manifestazioni pro-Morsi, che avevano causato centinaia di morti in pochi giorni. Subito dopo le dimissioni, forse sospettando che il suo gesto non sarebbe rimasto senza conseguenze, il premio Nobel ha lasciato l'Egitto volando a Vienna, dove oggi è stato raggiunto dall'accusa. Accusa che, secondo quanto riportato dalla stampa egiziana, sarebbe nata da una denuncia sporta da un docente di diritto dell'Università Helwan del Cairo, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che dietro di lui ci siano le forze armate guidate dal generale Al-Sissi.

El-Baradei dovrebbe comparire in aula il prossimo 19 settembre, anche se appare assai improbabile che tornerà in Egitto. Ancora non è chiaro cosa rischi il premio Nobel: secondo le fonti giudiziarie, se dichiarato colpevole dovrebbe solo pagare una multa con sospensione della pena detentiva, mentre secondo il docente che ha sporto denuncia la pena sarebbe di tre anni di reclusione. È inevitabile notare, comunque, come con l'accusa a El-Baradei e l'arresto del leader dei Fratelli musulmani, il nuovo regime egiziano si stia riposizionando sulle orme di Mubarak.

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