Decadenza Berlusconi: Mauro vorrebbe amnistia o indulto

Per il ministro della Difesa il nodo dell'agibilità politica di Berlusconi va risolto con un provvedimento generale perché è in corso un'emergenza sul piano economico come ai tempi della guerra.

Anche il ministro della Difesa Mario Mauro ha voluto dire la sua sulla questione della decadenza di Silvio Berlusconi dopo la condanna nell'ambito del processo Mediaset. Durante il meeting di Rimini organizzato da Comunione e Liberazione, l'esponente di Scelta Civica e membro del governo Letta è stato intervistato da Avvenire, il quotidiano cattolico al quale ha spiegato che secondo lui il nodo dell'agibilità politica di Silvio Berlusconi deve essere risolto politicamente, non per via giudiziaria né in Parlamento perché serve un provvedimento di carattere generale e non individuale.

Insomma, servono amnistia e indulto come ai tempi della guerra perché Mauro ritiene che secondo gli indicatori economici oggi la situazione è anche più difficile del periodo postbellico e occorre "chiudere quasi 20 anni di contrapposizioni che ci hanno portato a questa situazione" perché è nell'interesse di tutti.

Secondo il ministro della Difesa porre la questione della costituzionalità della legge Severino, come vorrebbe fare una parte del Pdl, non è la strada giusta, ma serve una "soluzione politica generale, non giuridica e ad personam". Su questo punto Mauro è esplicito:

"Una soluzione politica è quella che io propongo: amnistia e indulto. Come nel dopoguerra, con l’amnistia Togliatti. Ricordo poi il caso del partigiano comunista pluri-omicida Francesco Moranino, per il quale ci fu bisogno di una seconda amnistia, nel 1968, e divenne anche parlamentare"

Il ministro ha spiegato che interrompere la collaborazione tra le forze che sono attualmente al governo porterebbe l'economia italiana al collasso e siccome nel nostro Paese c'è un problema giustizia perché lo ricorda anche la Corte di Strasburgo e non riguarda solo Silvio Berlusconi, occorre risolverlo con un provvedimento come quello da lui proposto, amnistia e indulto appunto, mentre la soluzione non può essere quella di aspettare solo la decisione della Giunta delle elezioni del Senato perché "non possiamo far diventare il Parlamento il quarto grado di giudizio".

Di tutt'altra opinione un altro membro del governo Letta, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri che sulla decadenza di Berlusconi ha detto a Radio1 Rai:

"La competenza assoluta è del Senato, il governo deve stare a guardare"

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