Cina: aperto il processo a Bo Xilai, ex dirigente maoista del Partito Comunista

C'è chi ha scritto che con Bo va a processo un po' tutta la Cina. Perché questa è una storia di corruzione, di maoismo, di omicidi, abuso di potere e tentativi di defezione al Consolato americano.

E' iniziato il processo del secolo

Almeno venti giornalisti sono chiusi in un hotel e sul video guardano le immagini, in aula un centinaio di persone assistono invece dal vivo al processo del secolo in Cina. Alla sbarra c'è infatti Bo Xilai, accusato di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere. Ex uomo forte del Partito Comunista, di lui non circolavano immagini in pubblico dal 2012.

Il processo va in scena nell'aula cinque della Corte intermedia di Giustizia di Jinan, nello Shandong. Bo Xilai nega le accuse più gravi che gli sono piovute addosso da quando è caduto in disgrazia. Ha detto di non aver preso soldi in cambio di favori da imprenditori a lui vicini quando era sindaco di Dalian, la città dove è ancora venerato e difeso dalla popolazione.

I guai di Bo Xilai sono cominciati nel febbraio del 2012 quando il 53enne Wang Lijun - capo della sicurezza della megalopoli di Chongqing - è andato a bussare al consolato americano a Chengdu, nel Seichuan. Lijun era praticamente il braccio armato di Bo, che oltre a essere sindaco di Dalian ed ex ministro del Commercio estero, era anche segretario del partito comunista locale e membro del Politburo. Ma per descrivere davvero la figura di Bo, bisogna aggiungere che era l'erede di Bo Yibo, uno degli otto immortali della Rivoluzione e tra i più vicini a Mao Zedong.

Il super poliziotto Lijun ha detto agli americani di temere per la sua vita, che la moglie di Bo, la 55enne Gu Kailai, aveva intenzione di ucciderlo. Non voleva fare la stessa fine di Neil Heywood, uomo d'affari britannico amico di Bo, trovato senza vita in un hotel, probabilmente avvelenato con il cianuro. Wang Lijun da quel momento non ha smesso di parlare, incastrando Bo. Wang sta scontando la sentenza di un tribunale di Chengdu a 15 anni di reclusione; riaperto il caso Heywood, la moglie di Bo è all'ergastolo. Il destino di Bo si conoscerà invece a Jinan.

C'è chi ha scritto che con Bo va a processo un po' tutta la Cina. Perché questa è una storia di corruzione, di maoismo, di omicidi, abuso di potere e tentativi di defezione al Consolato americano. Bo, a Chongqing, aveva messo in piedi un sistema che comprendeva il ritorno ai tempi del maoismo per retorica e propaganda, portando la regione a una crescita spericolata (Pil +16%) grazie a massicci interventi statali nelle infrastrutture e nella costruzione di case popolari. Ma anche nella lotta alla criminalità, con metodi violenti che hanno tolto di mezzo sia i delinquenti sia i suoi nemici personali. Bo ha ancora dei sostenitori, come detto, ma uno dei suoi detrattori principali è Xi Jinping, il nuovo presidente cinese che non sopporta la sovraesposizione a cui sta andando incontro il Partito Comunista. Roba da Occidente.

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