L'idea della Lega: evadere solo la prima rata dell'Imu

Evadere l'Imu

Dopo aver invitato a evadere l'Imu per non dare soldi a "Roma ladrona", ed essere stata accusata di fomentare l'illegalità, la Lega ora trova un escamotage apparentemente legale per far rimanere al Nord i soldi pagati dai contribuenti padani. L'idea è venuta al senatore Paolo franco, all'assessore veneto Roberto Ciambetti e al "triumviro" Manuela Del Lago.

L'idea è quella di un "patto" tra i contribuenti e i sindaci, con i primi che evaderebbero la prima rata della tassa sulla casa, e i secondi che si impegnerebbero a non comminare more e sanzioni ma riscuotendo l'intero importo al momento di incassare la seconda rata. In questo modo, sfruttando un buco normativo che avrebbe del clamoroso, gli enti locali potrebbero trattenere l'intera somma senza mandare neppure un euro al governo centrale.

Si tratterebbe quindi una disobbedienza fiscale legalizzata: i contribuenti dovranno comunque pagare la tassa sulla casa, ma avranno almeno la consolazione che quei soldi rimarranno nelle casse del loro Comune di appartenenza. Il tutto sarebbe dovuto a un'inconguenza presente nel decreto Salva Italia: l'articolo 13, comma 11 (definito dai leghisti "un clamoroso autogol dei professori") recita: "le attività di accertamento e di riscossione dell'imposta erariale sono svolte dal Comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo di imposta, interessi e sanzioni".

Quindi, invitando a evadere solo la prima rata, i Comuni tratterrebbero l'intera somma recuperata evitando sia i tagli di Tremonti, sia quelli del nuovo governo, a discapito dell'erario centrale. E d'altronde, vista l'incertezza che ancora circonda l'Imu (suddivisione in rate, importi, scadenze), l'invito a rimandarne il pagamento rischia di trovare una calda accoglienza, non solo al Nord.

Foto | © TM News

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