Enrico Letta al Quirinale da Napolitano: hanno parlato del colloquio con il Pdl?

Intanto scintille tra Pd e Pdl: entrambi mettono le mani avanti sulle responsabilità di un'eventuale caduta del governo Letta.

Come al solito molto scarno il comunicato ufficiale con cui il Quirinale annuncia che questa mattina il Presidente del Consiglio Enrico Letta si è presentato davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per un colloquio.

Di che cosa hanno parlato non è dato saperlo, tanto che l'unico effetto del comunicato è quello di incuriosire i giornalisti che, però, possono fare la loro ipotesi e quella più accreditata, ovviamente, è che abbiano parlato dell'incontro che Letta ha avuto ieri con i vertici del Pdl.

Il Presidente Napolitano, che è garante di questo governo delle larghe intese, evidentemente era ansioso di avere un resoconto dettagliato di quelle che sono le posizioni dei partiti di maggioranza sulle questioni più scottanti, a partire dall'agibilità politica di Berlusconi su cui anche oggi si fa un gran parlare.

Da una parte Angelino Alfano, che ha partecipato al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, ha chiesto pubblicamente al Pd di votare contro la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore quando la Giunta delle elezioni del Senato di riunirà, dall'altra il Pd non ne vuole sapere di sentirsi responsabile di un'eventuale caduta del governo e attraverso il responsabile organizzativo Davide Zoggia dice:

"Il Pd non accetterà ricatti e la responsabilità di far saltare eventualmente il governo per la vicenda di Silvio Berlusconi sarebbe del Pdl"

e a queste parole fanno eco quelle del ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini che agli ultimatum risponde dicendo che "legalità e rispetto delle regole non si barattano mai con la durata di un governo".

E l'ultimatum, oltre che da Alfano, è arrivato da Berlusconi in persona che ha rilasciato un'intervista al settimanale Tempi facendo capire che se lui decadrà i suoi ministri si dimetteranno, ma la responsabilità sarà da attribuire al Pd che avrà votato a favore della sua decadenza e detta i tempi per procedere alla riduzione delle tasse (50 giorni).

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