Cinque cose da sapere sul ddl anticorruzione che rischia di far saltare il governo

Ddl anticorruzione

Da dove viene e cosa prevede? La prima stesura di un disegno di legge contro la corruzione risale al governo Berlusconi e porta la firma di ben cinque ministri: Alfano, Bossi, Maroni, Brunetta e Calderoli. L'idea alla base era inasprire le pene per i pubblici ufficiali che chiedono o accettano mazzette, ma il ddl non è mai arrivato in porto: è stato discusso in Commissione al Senato e poi approvato in aula, ma poi si è arenato alla Camera, a causa di rinvii e della caduta del governo Berlusconi.

Cosa ha fatto il governo Monti? Il premier, sin dal suo insediamento, ha dichiarato che la lotta alla corruzione è una priorità, anche per l'incidenza sui costi della macchina statale. A dicembre il ministro Patroni Griffi ha promosso una commissione di studio, ma la discussione del ddl, calendarizzata per la fine di febbraio, è stata fatta slittare dal ministro Severino per approfondire i passaggi in Commissione.

Cosa è successo ieri? Il passaggio in Commissione si è rivelato più spinoso del previsto, con il Pdl che è salito sulle barricate con una tattica di ostruzionismo, finora inedita nei rapporti con il nuovo governo. Lo scopo era ritardare la votazione sugli emendamenti. Dopo una sospensione per cercare invano un accordo, è passato un emendamento Pd, con i voti di Idv e Fli e l'astensione di Udc e Lega, che raddoppia le pene per la corruzione per atti contrari a dovere d'ufficio. Apriti cielo, Alfano ha parlato di atto che mette a rischio il governo.

Cosa vogliono i partiti? L'impressione è che i partiti della maggioranza vogliano usare il ddl anticorruzione, così come quello sul falso in bilancio, come merce di scambio o quantomeno come banco di prova per gli equilibri politici. Il Pdl sarebbe disposto a far approvare il disegno di legge così com'è in cambio di un ddl sulle intercettazioni simile a quello che il governo Berlusconi non riuscì a varare. Il Pd vuole tirare la corda finché può sulla questione giustizia, quella più delicata per il Pdl.

Quanto ci costa la corruzione? Non è possibile saperlo con certezza, ma ci sono stime piuttosto attendibili. La cifra che circola, e che è stata ripresa dal presidente della Corte dei Conti Giampaolino è di 60 miliardi l'anno. La cifra è però un'ipotesi fatta a partire da un'analisi europea, che ha stimato la corruzione nell'area Ue in 120 miliardi di euro. L'Italia quindi assorbirebbe il 50% della corruzione di tutta Europa. Troppo?

Foto | © TM News

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