Siria, un milione di bambini rifugiati. Obama: "Usa non attaccano senza mandato ONU"

Tre quarti dei bambini siriani rifugiati hanno meno di 11 anni. Intanto il segretario dell'ONU Ban Ki-Moon avverte che se sarà confermato l'uso di armi chimiche ci saranno gravi conseguenze.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che gli Usa non attaccheranno la Siria senza un mandato delle Nazioni Unite. Nel corso di un'intervista alla CNN l'inquilino della Casa Bianca ha detto:

"Se gli Usa attaccassero un altro Paese senza un mandato ONU e senza prove chiare sull'uso di armi chimiche, si aprirebbe una questione in termini di diritto internazionale"

Il Presidente ha anche respinto le critiche sulla prudenza della Casa Bianca evidenziando quanto sia importante evitare di ritrovarsi "impantanati in situazioni difficili e costose" a causa della quali potrebbe esserci più risentimento nella regione.

Siria, un milione di bambini rifugiati


L'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati e l'Unicef rivela dati inquietanti in relazione alla situazione in Siria: ormai un milione di bambini sono rifugiati che sono scappati dalla guerra, ma anche dalle minacce di lavori forzati e sfruttamento sessuale. Di questi circa tre quarti, 740mila, hanno meno di 11 anni d'età. Ci sono poi altri due milioni di bambini e ragazzi minorenni che sono sfollati nel loro stesso Paese e almeno 7mila sono stati uccisi.

La situazione è sempre più grave e intanto la diplomazia si occupa del possibile uso di armi chimiche sui civili. Il segretario dell'ONU Ban Ki-Moon, mentre era in visita a Seoul, ha detto che se l'uso di gas nervino viene confermato sarà considerato un crimine contro l'umanità, una violazione del diritto internazionale e ci sarebbero gravi conseguenze per chi ha commesso tale delitto.

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si è riunito d'urgenza a New York ha espresso preoccupazione sulle accuse che i ribelli rivolgono al regime di Assad le accuse di aver usato gas tossico sui civili, ma non è stata avviata un'inchiesta da parte dell'ONU i cui ispettori sono arrivati in Siria domenica scorsa, ma secondo le forze d'opposizione il gas è stato usato anche in loro presenza, a pochi chilometri da dove alloggiano, e avrebbe causato ieri 1300 vittime.

Intanto la Francia, attraverso il ministro degli Esteri Laurent Fabius, ha detto che se gli attacchi con armi chimiche saranno confermati sarà necessaria una "reazione di forza" da parte della comunità internazionale, anche se questo non significa propriamente che saranno mandate delle truppe.

Chi si sta già muovendo sono gli Stati Uniti che, secondo Le Figaro, hanno iniziato la loro operazione anti-Assad e stanno addestrando da mesi contingenti siriani in Giordania e un gruppo di 300 uomini sarebbe entrato nel Sud della Siria il 17 agosto, mentre un altro gruppo sarebbe arrivato il 19.

Il Wall Street Journal afferma che gli Usa stanno definendo le loro opzioni militari per un possibile attacco in Siria nell'ambito di un piano d'emergenza nel caso in cui il presidente Obama decidesse di agire, mentre il segretario di Stato John Kerry ha quotidianamente colloqui con Ue, Onu, Francia, Turchia e Giordania.

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