Siria, Le Figaro annuncia il contrattacco di commando ribelli con giordani, israeliani e americani

Il regime siriano starebbe affrontando l'avanzata di truppe ribelli inquadrate in commando guidati da combattenti esteri.

Il quotidiano francese Le Figaro ha lanciato una vera e propria bomba mediatica. A quanto risulterebbe da alcune fonti protette, gli oppositori di Bachar el-Assad, supportati da unità di commando giordane, israeliane e americane, sarebbero in progressione dal sud della Siria verso Damasco dalla metà di agosto. L'offensiva potrebbe spiegare l'eventuale ricorso (peraltro fortemente temuto ma non ancora confermato ufficialmente) del presidente siriano alle armi chimiche, ricordando l'intervento del portavoce del presidente siriano che nel luglio scorso aveva dichiarato pubblicamente che tale eventualità avrebbe potuto realizzarsi unicamente "in caso di aggressioni esterne".

Perché se Damasco e Mosca continuano a rifiutare la responsabilità del massacro avvenuto alla periferia stessa della capitale siriana, resta da riflettere effettivamente sulle ragioni che avrebbero potuto spingere Bachar el-Assad a lanciare un intervento di tal tipo in concomitanza con la concessione agli ispettori ONU dell'autorizzazione a indagare sull'uso di armi chimiche, che era stata bloccata per mesi. Un controsenso che potrebbe essere spiegato proprio dalle pressioni che arrivano da sud e che comincerebbero a farsi sentire fino a Ghouta, dove alcuni agenti dell'Armata Siriana Libera, starebbero già preparando il terreno in vista di un'ipotesi di creazione di zona-cuscinetto evocata da alcuni esperti.

Motivi operazionali a quanto pare, spinti dalle pressioni provenienti dalla regione di Deraa, dove, sempre secondo Le Figaro, un primo gruppo di 300 uomini formati alla guerriglia e spalleggiati da commando israeliani, giordani e da uomini della CIA, avrebbe attraversato la frontiera il 17 agosto, per essere raggiunto da un secondo il 19. Sarebbero stati proprio gli americani, che esitano a inviare soldati in Siria e temono di armare i ribelli tra i quali serpeggia un islamismo radicale, a formare alcuni combattenti dell'l'ASL, l'Armata Siriana Libera, in un campo al confine giordano-siriano, e sempre loro ad impiegare batterie Patriot e F16 di sostegno, spostati in Giordania già dalla fine giugno.

Foto by ABO SHUJA/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lefigaro.fr/international

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