Ore 12 - Italia, piove sul bagnato. Dov'è la politica?

altroBen altri momenti peggiori di questi ha vissuto l’Italia: solo nel ‘900, due sanguinose e distruttive guerre mondiali e la ventennale dittatura fascista.

Ma gli italiani di oggi, questa Italia vivono: con il terrore di Brindisi al Sud, il terremoto al Nord, l’astensione elettorale dei ballottaggi, ovunque la malapolitica. Un vecchio adagio ricorda che “le mosche vanno dai cani magri”, che equivale a raccordare atti e situazioni diverse fra loro ma con un comune denominatore. Insomma, piove sul bagnato.

E gli italiani, già da molto tempo in affanno, stentano a credere che da questo tunnel sia possibile uscirne. Il segnale di fiducia e di recupero non può che venire dalla politica. Ma dov’è la politica?

Il calo record di votanti dimostra che il solco fra cittadini e casta (caste) è incolmabile. Non è vero che questi politici sono il frutto di questi italiani. Sono i partiti (con eccezioni solo marginali) che hanno tradito la fiducia degli elettori e dei cittadini tutti. Anche il governo tecnico di persone perbene annuncia molto e produce poco: scure sui ceti più deboli, riforme inesistenti, debito pubblico che non diminuisce di un euro, tasse in crescita.

La politica è latitante e la ricostruzione annunciata a destra, a sinistra, al centro è solo una riverniciatura di facciata. Gli italiani invocano una svolta reale. I partiti rispondono cambiando le insegne alle loro botteghe, in cui discutono lontani dal popolo, come consorterie. Di questo passo, presto il tappo della bottiglia salterà.

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